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Procida: maxi impiego di forze dell'ordine per abbattimento casa di due anziani


Procida: maxi impiego di forze dell'ordine per abbattimento casa di due anziani
18/11/2009, 09:11


PROCIDA - Quello che ieri mattina si è verificato sull’isola di Procida, nella provincia di Napoli, è impressionante, sconvolgente. Si è vista una scena inimmaginabile, che, purtroppo, in questi giorni si sta replicando in tanti comuni della Campania. Di buon mattino imponenti forze dell’ordine sono sbarcate sull’isola, agli ignari pendolari della Terraferma, è sembrato che dovessero braccare chissà quale pericoloso delinquente di mafia o di camorra oppure smantellare qualche gigantesco traffico di droga. Invece no, tanta forza dello Stato, serviva per cacciare dalla propria, unica e umile casa di abitazione due poveri anziani invalidi allo scopo di demolire quel loro unico bene, realizzato con durissimi sacrifici e privazioni di vita, ma senza permesso a costruire ed escluso dal terzo condono edilizio, nonostante allo Stato dei potenti siano stati versati l’oblazione e gli oneri concessori. Ma facciamo un passo indietro. Ieri sera il Consiglio comunale di Procida ha acquisito al patrimonio comunale 11 abitazioni, tra cui quella dei coniugi Scotto Di Clemente, per destinarle alla pubblica utilità e che la Procura della Repubblica stava procedendo per abbatterle. Con la delibera del Consiglio comunale è stato chiesto al Giudice della Corte d’Appello, la sospensione dell’abbattimento e il cui esito si dovrebbe conoscere nella giornata di domani. La delibera licenziata dal Consiglio comunale e la notizia che domani dovrebbe esserci il pronunciamento del Giudice, aveva fatto sperare in uno slittamento delle operazioni di abbattimento ma la Procura della Repubblica non ha voluto sentire ragioni e ha deciso ugualmente di procedere nell’abbattimento della graziosa casa di nonno Nicola e nonna Letizia lasciando sgomenti e amareggiati amici e parenti che si trovavano in via Marconi e non sono mancate le lacrime dei semplici cittadini venuti nei pressi dell’abitazione da abbattere, per solidarizzare con i due anziani a cui lo Stato sta abbattendo la casa.
Dinanzi alle ingiustizie sociali che si verificano in Italia, dove dai mari ai monti si consente ai ricchi e ai potenti di poter costruire e vivere in ville e villette e ai semplici cittadini si riservano invece diritti negati e case abbattute, è esplosa la rabbia di alcuni presenti.
Sull’argomento abbiamo ascoltato in diretta telefonica il Segretario del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista Domenico Savio che da anni si batte per l’abbattimento della speculazione edilizia affaristica e per la salvaguardia dell’abusivismo di necessità, che tra l’altro ha dichiarato: “Sindaci e procure della repubblica stanno procedendo all’abbattimento anche del cosiddetto abusivismo edilizio di necessità sociale, cioè della prima e unica casa di abitazione, realizzata da tante povere famiglie di lavoratori in presenza delle vergognose omissioni della Stato nel garantire il diritto costituzionale alla casa a tutti i nuclei familiari. Intanto, donne, uomini e bambini vengono buttati disumanamente sulla strada senza altra speranza di vita dignitosa, si tratta di migliaia di famiglie disperate e distrutte negli affetti e nelle aspettative di vita per il resto della loro esistenza.
E’ una inaudita violenza politica dello Stato capitalistico che brutalmente ignora ogni umano sentimento e i diritti fondamentali della vita. Però i fabbricati del gigantesco abusivismo edilizio speculativo e affaristico dei potenti gruppi economici e le ville lussuose estive dei boiardi di Stato di ogni ordine e grado, che sono state costruite sulle isole e altrove, restano intoccabili al loro posto a ignominiosa derisione degli abbattimenti della povera gente e nulla viene fatto per individuarle, sanzionarle e abbatterle: vergogna, vergogna, è una vera vergogna di Stato!
E’ una vergogna umana, civile, culturale, istituzionale e di potere politico senza fine. E’ una vergogna politica di Stato, è una violenza di Stato e di potere politico capitalistico, è una ignobile violenza contro il diritto prima naturale e poi istituzionale alla casa di abitazione, è un miserabile affronto di Stato al bisogno di vita della classe lavoratrice. I responsabili di questa vera tragedia sociale che si sta consumando nell’Italia più povera dei giorni nostri sono il governo, il parlamento e i partiti politici di centrodestra e centrosinistra che hanno approvato o consentito una legge ingiusta e discriminatoria, la 326 del 2003, che non consente di condonare l’abusivismo di necessità nelle aree sottoposte a vincolo paesistico parziale.
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, il glorioso Partito della classe lavoratrice e di tutte le forze progressive del nostro paese, indica al proletariato italiano la via della lotta popolare per affermare i suoi diritti costituzionali, per vivere un’esistenza umana e dignitosa e per mettere fine al dramma di questi giorni rivendicando con forza la modifica della legge 326 del 2003, richiesta di modifica che il nostro Partito ha già presentato ai partiti politici borghesi e antipopolari del governo e del parlamento sin dal 21 maggio 2008. Care famiglie disperate e colpite in uno dei beni fondamentali della vita, come l’abbattimento della prima e unica casa di abitazione, sappiate che solo con l’organizzazione politica di classe e rivoluzionaria, la mobilitazione e la lotta possiamo difendere i nostri diritti di sfruttati dai padroni e di maltrattati dallo Stato capitalistico, repressivo dei nostri bisogni di vita”.

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di Gennaro Savio
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