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Why not e Poseidone dovevano rimanere al Pm napoletano

Procura di Salerno: illecite le avocazioni contro De Magistris


Procura di Salerno: illecite le avocazioni contro De Magistris
20/04/2010, 12:04

SALERNO - Colpo definitivo dato dalla Procura di Salerno a tutte le accuse contro Luigi de Magistris degli anni scorsi, a proposito delle indagini conosciute come "Why not" e "Poseidone". Lo dice nell'ambito dell'inchiesta, ormai ufficializzata, che sta indagando su dodici persone, accusate di avere ordito un vero e proprio complotto contro il Pm napoletano, per impedirgli di proseguire nelle indagini, che stavano toccando punti sensibili. Tra gli indagati c'è il senatore del Pdl Giancarlo Pittelli, l'ex sottosegretario dell'Udc Giuseppe Galati e almeno sei magistrati della Procura di Salerno. In un articolo, il Fatto Quotidiano svela i restroscena delle due famose inchieste, che secondo la Procura di Salerno dovevano rimanere al Pm e non essergli avocate, cioè sottratte.
L'avocazione per l'inchiesta Poseidone fu disposta dall'allora Procuratore capo di Catanzaro, quindi superiore gerarchico di De Magistris, Mariano Lombardi, quando quest'ultimo scoprì che tra gli indagati c'era il senatore Pittelli, di cui era amico da 20 anni. Invece l'avocazione dell'inchiesta Why not fu disposta dall'allora reggente della procura, l'avvocato generale Dolcino Favi, con l'accusa per De Magistris di aver iscritto nel registro degli indagati l'allora Ministro della giustizia Clemente Mastella per vendicarsi dell'ispezione che quest'ultimo gli aveva mandato. In realtà, ha appurato la Procura di Salerno che la ricostruzione è falsata, in quanto l'ordine delle cose è esattamente inverso: prima c'è stata l'iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, e poi l'ispezione.
A questo punto, si spiega perchè la Procura di Salerno fece il mandato di sequestro alla Procura di Catanzaro per avere quei documenti che non riusciva ad avere attraverso le normali vie burocratiche, perchè i loro colleghi calabresi ignoravano le richieste; sequestro che fu bloccato con un atto illecito di controsequestro della Procura di Catanzaro e che fu raccontata - falsamente, a questo punto - da tutti i giornali come una "guerra delle procure". Ed è conseguenziale che il Csm fece un grosso torto a De Magistris (sanzionato con il trasferimento di ufficio a Napoli), all'ex Procuratore capo di Salerno Luigi Apicella (per cui si decise l'espulsione dalla magistratura), ai Pm salernitani Gabriella Nuzzi e Dionigi Verasani (sanzionati anche loro con trasferimenti d'ufficio), rei di avere fatto il loro dovere nell'indagare su fatti che hanno tutta l'apparenza (e a questo punto anche la sostanza) dell'illiceità.

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di Antonio Rispoli
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