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Chiosi: ospitare gli sfollati in Viale Fornelli

Proseguono i lavori causati dalle voragini


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Proseguono i lavori causati dalle voragini
25/09/2009, 14:09

Non si fermano gli aiuti per gli sfollati di vico San Carlo alle Mortelle. gli abitanti, circa 200, hanno trascorso la notte nei locali dell'istituto dei padri Vincenziani.
Una parte delle persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni è andata a dormire a casa di familiari e parenti. La donna che viveva nel basso sprofondato, Chiara Sesta, che ha dormito dai padri Vincenziani, ribadendo di sentirsi una miracolata, è rimasta senza vestiti e documenti finiti nella voragine di ieri. Un'altra donna, Assunta Corbo, è invece riuscita a entrare in casa, accompagnata da un vigile del fuoco, per recuperare alcuni indumenti ed oggetti personali.
C'è chi denuncia di aver segnalato il pericolo in quella chiesa, invano, fra i 200 sfollati. E c'è chi teme di essere abbandonato dalle istituzioni. Intanto i lavori sono andati avanti ininterrottamente, da ieri, in piazza San Carlo alle Mortelle, per cercare di accelerare i tempi e far rientrare in casa gli abitanti della zona. «Avevamo segnalato che il pavimento della chiesa poteva cedere da un momento all'altro - racconta una mamma - nessuno ci ha ascoltato e i bambini hanno continuato a frequentare la chiesa». «Il sindaco Iervolino ha detto che era tutto sotto controllo - si lamenta una donna, che abita al civico 7 - ma non è vero, sono venuti a fare solo passerella». Anche altre donne protestano e l'assessore comunale al Sottosuolo, Agostino Nuzzolo, diventa bersaglio. L'assessore invita alla collaborazione: «Abbiate un po' di pazienza - dice - così come hanno fatto gli abitanti dell'Abruzzo». «Lì è andato Berlusconi - gli risponde una donna - vogliamo che venga anche qui». Poi gli animi si calmano, e tutto torna come prima: continuano i lavori per il ripristino dell'erogazione dell'acqua; i vigili del fuoco accompagnano gli abitanti degli edifici ancora inagibili a prendere una borsa, o un paio di scarpe; nel quartiere disastrato, i mattoni di tufo delineano il percorso pedonale.
Chiara Festa, la donna che viveva nel basso dove è sprofondato il pavimento, dice oggi: «Ho perso anche i documenti non si vedono più i mobili della cucina. Ma non fa niente, io mi sento una miracolata». Ha trascorso la notte dai Vincenziani. «Mi hanno prestato i vestiti che indosso», aggiunge indicando un paio di pantaloni lilla. In piazza, da questa mattina, anche il consigliere comunale di Napoli Francesco Minisci, che abita in zona: «Ora che il Governo non pensa più al Sud, l'amministrazione ha il dovere di provvedere ai cittadini, invece di spendere per organizzare feste».
Minisci rileva la scarsa collaborazione degli alberghi del posto: «Non ci hanno dato la disponibilità ad ospitare, senza spiegarci perchè. Noi dobbiamo garantire a queste persone la possibilità di vivere e non di sopravvivere». Fra la gente circola la voce che la chiesa potrebbe essere abbattuta; i tecnici del Comune e della Soprintendenza riferiscono dei lavori di messa in sicurezza, in corso. Entro fine giornata, le opere artistiche del '600, tra cui alcuni dipinti di Antonio de Bellis, saranno spostate in un deposito della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico e artistico di Napoli. «La chiesa - afferma il prefetto Alessandro Pansa - non è solo un luogo di culto, ma è anche punto di riferimento per il quartiere». Anche il prefetto del Fondo per gli edifici di culto, Lucia Di Maro, fa un sopraluogo: «Aspettiamo i rilievi dei tecnici - ha detto alla fine - prima di capire quale. 
"Si utilizzi la palazzina di  proprietà comunale di viale Fornelli per ospitare in via  temporanea gli sfollati in seguito alla voragine di San Carlo  alle Mortelle". Lo chiedono, in una nota, il presidente della I  Municipalità Fabio Chiosi e il consigliere Diego D'Alessio. "La palazzina di tre piani è di proprietà del Comune di  Napoli e circa 10 anni fa fu destinata all'Asl, per l'apertura  di un centro d'igiene mentale - spiegano nella nota - da allora  la struttura non è mai stata utilizzata e si trova proprio alle  spalle di Piazza San Carlo alle Mortelle".
"La persone che sono fuori casa - aggiungono - devono  ricevere una sistemazione che consenta di continuare a vivere  normalmente, di non interrompere le proprie attività, di  restare nell'ambito del proprio quartiere". "Questa potrebbe essere una buona soluzione - concludono gli  esponenti della Municipalità - visto il diniego degli alberghi  che temono di non essere pagati dal Comune. Speriamo che la  nostra proposta sia accolta e che si possa dare ospitalità a  quante più persone possibile".


 

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di Agostino Falco
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