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Più di cento persone in piazza per dire no alla lapidazione

Protesta davanti all'ambasciata iraniana: 'Salviamo Sakineh'


Protesta davanti all'ambasciata iraniana: 'Salviamo Sakineh'
02/09/2010, 18:09

ROMA -  Sono scese in piazza e si sono riunite a Roma davanti alla sede dell'ambasciata dell'Iran per protestare contro la condanna alla lapidazione della donna iraniana di 43 anni, accusata di adulterio. Si tratta di circa 100 persone, che hanno messo in atto una vera e propria mobilitazione "senza bandiere di partito", i cui slogan erano "Ecco la democrazia in Iran: pietre, prigioni e censura" e "Salviamo Sakineh, fermiamo le pietre".
Numerosi i rappresentanti politici, oltre al partito dei Verdi, ai membri di Pd, Sinistra e Libertà, Giovani Socialisti, Italia dei Valori, erano presenti: il segretario del Prc/ Federazione della sinistra, Paolo Ferrero; il sottosegretario all'Attuazione del programma di governo, Daniela Santanchè; il presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici.
In prima linea anche i rappresentanti dell'opposizione iraniana e della Resistenza dei Mujaheddin del popolo, che hanno sottolineato il loro impegno ventennale "per chiedere lo stop all'orrore del regime iraniano".
"La mia presenza testimonia che siamo tutti impegnati per salvare Sakineh. E' un impegno bipartisan. L'Iran è un regime che non mette in campo i diritti umani, quindi è doveroso impegnarsi tutti insieme" afferma la Santanchè.
A fare eco alle sue dichiarazioni è Ferrero, che ha aggiunto: "Sono qui per protestare contro questa barbarie che rischia di consumarsi in Iran. Noi siamo contro la pena di morte dappertutto e quindi chiediamo a quelli che si mobilitano su questo caso di non fare orecchie da mercante quando i problemi sono in Libia, in Arabia Saudita o in Iraq, ma di mobilitarsi sempre perché i diritti civili vanno difesi dappertutto".
Davanti al palazzo è stata messa una donna-fantoccio, fittiziamente interrata a metà busto, per richiamare il modo in cui in Iran avviene la lapidazione. Intorno e sopra di lei le pietre, dipinte di rosso e mescolate a pallottole di carta. La manifestazione mirava a denunciare le atrocità con cui vengono uccise le adulterie.

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di Tiziana Casciaro
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