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I feriti per le manganellate sono in tutto cinque

Protesta Mangiarotti, scontri tra operai e polizia


Protesta Mangiarotti, scontri tra operai e polizia
08/07/2010, 19:07

MILANO - Lo stabilimento della Mangiarotti Nuclear  di Milano rischia la chiusura causa trasferimento della produzione ad Udine e così, gli operai del capoluogo lombardo, sono scesi quest'oggi in piazza per manifestare contro la scelta aziendale più volte annunciata che causerebbe la perdita di diversi posti di lavoro.
Durante il corteo, però, la polizia in assetto antisommossa avrebbe caricato gli operai ferendone almeno cinque a colpi di manganellate. A riferire dell'episodio è stato un rappresentante Fiom della Rsu dello stabilimento milanese. Dalla Questura, poco dopo, è errivata però la smentita con relativo chiarimento: gli agenti non avrebbero infatti aggredito nessun lavoratore e si sarebbero limitati ad una "azione di contenimento" resasi necessaria dallo "sconfinamento" del corteo che, stando alla versione delle forze dell'ordine, non si sarebbe fermato nel punto dell'intinerario che era stato prestabilito. Alcune foto pubblicate su "La Repubblica", comunque, immortalano, se non proprio le manganellate, alcuni momenti di evidente tensione tra operai ed agenti ed un uomo disteso al suolo che viene soccorso da alcuni sanitari. 
In ogni caso, come si legge sempre su Repubblica on line, il delegato della Fiom Rosario Schiettini ha precisato che "il percorso del corteo era stato autorizzato, ma all'imbocco di corso Monforte uno schieramento di forze dell'ordine ci ha impedito di arrivare fino al portone della prefettura. Sono partite le cariche e cinque operai sono stati colpiti dalle manganellate: uno di loro è stato portato via in ambulanza".
Il corteo odierno era partito dal consolato francese, con i lavoratori della Mangiarotti, i quali, affiancati dagli operai della Maflow di Trezzano sul Naviglio e da alcuni rappresentanti dei centri sociali, avevano chiesto al console d'oltralpe  che alla committente Areva fosse impedito di trasferire la produzione da Milano ad Udine; in violazione, tra l'altro, di una precedenze sentenza che obbliga la proprietà a mantenere l'intera produzione all'interno della struttura situata nel capoluogo lombardo. Dopo le lunghe trattative e gli scontri con la polizia, una delegazione di sindacati è riuscita comunque a strappare un'udienza in prefettura.

Foto da "La Repubblica"

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di Germano Milite
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