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Il blogger ce l'aveva con Alfonso Signorini

Proteste contro Adinolfi per una battuta omofoba su Facebook

Ma lui replica: "Non c'erano intenzioni discriminatorie"

Proteste contro Adinolfi per una battuta omofoba su Facebook
25/01/2011, 15:01

ROMA - Ancora nell'occhio del ciclone il blogger Mario Adinolfi, che ebbe una notevole notorietà nel 2007 per essersi candidato alle primarie del Pd contro Walter Veltroni. Questa volta per alcune battute fatte su Facebook e considerate omofobe. Parlando con un suo contatto, quest'ultimo gli ha scritto, con riferimento ad una giornata di shopping: "Stai attento che non ti becchi Signorini...". La risposta di Adinolfi non è stata esattamente degna di Oxford, anche perchè è il dialetto romanesco: "Me fa 'na pippa a due mani, quel frocetto". Successivamente, il blogger aggiunge in tono scherzoso: "Ho anche dialogato amichevolmente con i servetti gay su maculati, leopardati e affini".
Sono espressioni che non sono piaciute ad alcuni rappresentati di associazioni gay, come Aurelio Mancuso, presidente dell'associazione Equity Italia: "Trovo insopportabile che giornalisti e commentatori si lascino andare a questo linguaggio da caserma. Conoscendo bene il linguaggio della comunicazione e, quindi, il peso delle parole, devono sapere il messaggio che viene veicolato da certi termini spregiativi. Adinolfi eviti di usare un linguaggio omofobo e chieda scusa". Più contenuto l'intervento di Paolo Patanè, presidente nazionale dell'Arcigay: "Siamo chiaramente in un contesto scherzoso e sono certo che Adinolfi non è una persona omofoba. Quello che, però, emerge da questi commenti, è che spesso gli atteggiamenti omofobi e discriminatori sono involontari. Questi comportamenti devono farci riflettere, perché sono segnali di un'abitudine a voler fare dei gay degli oggetti di scherno".
Ma Adinolfi stempera ogni polemica. Parlando con Repubblica.it, ha dichiarato: "Sono battute che capita di fare su Facebook. Era un momento in cui ero particolarmente arrabbiato con Signorini, per il ruolo che sta svolgendo in questo periodo, e un'invettiva contro di lui avevo tutta la voglia di farla. Inoltre sono oltre ogni possibile sospetto di discriminazione, anche perché, ogni giorno, la subisco sulla mia pelle, in quanto persona obesa".
E questa è una categoria che viene discriminata ogni giorno, che non ha modo di nascondere il proprio stato e non ha associaizoni che si ergono a difesa nè diritti di legge che li tutelino.

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di Antonio Rispoli
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