Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Progetto Escape per la tutela dei cittadini

Provato il legame tra inquinamento e tumore ai polmoni

L'Italia è il paese con il più alto numero di inquinanti

Provato il legame tra inquinamento e tumore ai polmoni
10/07/2013, 16:14

ROMA- Uno studio europeo ha dimostrato che esiste una stretta relazione tra  l'inquinamento atmosferico ed il rischio di  tumore ai polmoni.

Questa analisi ha coinvolto i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh, responsabile della Struttura complessa di epidemiologia e prevenzione, ed è stata pubblicata su Lancet Oncology.

Hanno dunque collaborato a questo studio 36 centri europei, oltre 50 ricercatori ed è stato realizzato su oltre 300.000 persone.

Più alta è la concentrazione di inquinanti nell'aria, maggiore è il rischio di cancro. I centri italiani sono quelli che nelle statistiche riportano la più alta presenza di particelle inquinate.

Mai prima ad ora uno studio inerente al rapporto inquinamento-tumore aveva interessato un numero così vasto di persone, con un metodo così rigoroso di misurazione e riguardante una tale estensione dell' area geografica.

Questa ricerca fa parte del progetto europeo ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), che si propone l'obiettivo di studiare gli effetti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico in Europa sulla salute dei cittadini.

Le persone sono state reclutate negli anni '90 e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale.

Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. I casi di tumore sono stati poi analizzati in relazione all'esposizione all'inquinamento atmosferico nelle rispettive zone di residenza. E' stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria, particolato PM 10 e PM 2.5, dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali.

Lo studio ha permesso di concludere che per ogni incremento di 10 microgrammi di PM 10 per metro cubo presenti nell'aria aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma. Questo e' l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori lasciando quindi più spazio a cause non legate al fumo da sigaretta di espletare il loro effetto cancerogeno.
  Inoltre si e' visto che se nell'arco del periodo di osservazione un individuo non si e' mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si e' registrato l'elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma.

Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i PM 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i PM 2.5 anche se si deve dire che anche mantenendosi entro queste percentuali il rischio comunque c'è e non viene del tutto scongiurato.

 Le persone che hanno permesso questo studio sono circa 312.944 di età compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti dai seguenti paesi europei: Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate sono state Torino, Roma, Varese.

Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. Da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese.

Commenta Stampa
di Flavia Stefanelli
Riproduzione riservata ©