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Secondo fonti l’uomo sarebbe malato, ma non grave

Provenzano lancia l’appello accorato: “Voglio essere curato”

Il suo legale difensore ne parla a “KlausCondicio”

Provenzano lancia l’appello accorato: “Voglio essere curato”
08/09/2011, 15:09

PALERMO – È un appello accorato quello lanciato da Bernardo Provenzano, giunto per bocca del suo legale difensore. “Sto male, voglio essere curato perché ho diritto a essere curato”: sono queste le parole che il mafioso avrebbe detto al suo legale, Rosalba Di Gregorio, che a sua volta le avrebbe riportate nel corso dell’ultima puntata di “KlausCondicio”, il programma di approfondimento politico curato, su YouTube, da Klaus Davi.
Quelle di Provenzano, infatti, sarebbero condizioni pessime. Ad illustrarle è stata la stessa Di Gregorio: il boss mafioso potrebbe morire da un momento all’altro, poiché le sue condizioni neurologiche e fisiche generali, a quanto pare, non rendono possibile intervenire con una chemio o con qualsiasi altra terapia per bloccare la ripresa del tumore alla prostata. “Si sta intensificando la terapia ormonale – ha dichiarato il suo legale difensore – ma ciò lascia il tempo che trova”. “È giusto che Provenzano, che è riconosciuto colpevole di qualcosa, paghi il suo debito, però – ha sentenziato la Di Gregorio - in condizioni di vita carceraria adeguate alla società civile”. Non è mancato nel corso della trasmissione “KlausCondicio” il racconto di episodi ben precisi che appunto rendono chiara l’idea su quella che è la condizione in cui Provenzano versa. “Abbiamo un soggetto che in questo momento non è in condizione di accudire se stesso, nella maniera più categorica. L’ultima volta in cui sono andati i figli a trovarlo, si è messo a pregare al colloquio. E non riesce a capire che deve prendere il citofono e posizionare nel punto giusto l’orecchio e la bocca. Addirittura non riesce più neanche a fare uscire la biancheria sporca, sbaglia e manda fuori quella pulita”.
Dichiarazioni che vengono però smentite. L’uomo, infatti, secondo quanto si è appreso, sarebbe seriamente malato, ma non in condizioni gravissime. Tutte le istanze presentate dal legale di Provenzano, infatti, sarebbero state rigettate dal Tribunale di sorveglianza di Bologna in base ai referti stilati dal personale sanitario del centro clinico del carcere, peraltro composto da medici dell’Asl e non più da medici penitenziari.
Bernardo Provenzano non è più detenuto nel carcere di Novara, ma è da circa quattro mesi in quello di Parma. Il trasferimento si rese necessario - secondo quanto si è appreso da fonti penitenziarie - perchè il boss di Cosa Nostra fosse curato all’interno dell’attrezzato centro clinico del carcere emiliano (che ha ospitato anche l’ex patron della Parmalat, Callisto Tanzi). A Novara, invece, si sarebbe dovuto ricorrere a continui ricoveri presso l’ospedale della città, da presidiare con imponenti misure di sicurezza, visto che Provenzano è in 41 bis (il cosiddetto “carcere duro”).

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di Antonio Formisano
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