Cronaca / Giudiziaria

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Avrebbe infilato la testa in un sacchetto di plastica

Provenzano tenta il suicidio in cella. È una messinscena?

Fonti del Dap ritengono che si tratti di una farsa

Provenzano tenta il suicidio in cella. È una messinscena?
11/05/2012, 09:05

PARMA - Bernardo Provenzano, il superboss di Cosa Nostra, avrebbe tentato il suicidio nella sua cella del carcere di Parma. L’episodio risalirebbe alla notte tra mercoledì e giovedì, ma la stampa ne è venuta a conoscenza solo nella tarda serata di ieri. Provenzano, secondo quanto viene fatto sapere, avrebbe cercato di togliersi la vita infilando la testa in un sacchetto di plastica, solitamente usato per conservare i suoi farmaci: a salvarlo sarebbe stato un poliziotto penitenziario, accortosi in tempo di quanto stesse accadendo nella cella del numero uno di Cosa Nostra.
Il condizionale, però, è d’obbligo, in quanto questo tentato suicidio è diventato un vero e proprio giallo. Da un lato il legale di Provenzano chiede che venga aperta al più presto un’inchiesta, per capire cosa sia realmente accaduto in cella e per verificare che non si sia trattato di tentato omicidio; Dall’altro, invece, fonti del Dap ritengono che si tratti di una messinscena: un tentativo da parte del boss di voler dimostrare la sua pazzia, visto che recenti perizie alle quali è stato sottoposto hanno stabilito che è in grado di intendere e di volere e quindi compatibile con il carcere.
Bernardo Provenzano ha 79 anni ed è detenuto dal 2006, in regime di 41 bis (il carcere duro), dopo essere stato protagonista di una latitanza record di 43 anni. Intanto, fasullo o reale che sia questo tentato suicidio, il legale del boss chiederà questa mattina, al Presidente della Corte d’assise d’appello di Palermo, se “dopo questo gesto eclatante davvero si ritiene che Provenzano sia compatibile con la detenzione in carcere”.

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di Antonio Formisano
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