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Regione e Hydrogest nel mirino degli avvocati

Psicosi inquinamenti, gestori balneari in ginocchio


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Psicosi inquinamenti, gestori balneari in ginocchio
20/07/2009, 18:07

La balneabilità delle acque partenopee è ancora al centro dei riflettori, nel clima di incertezza e paura che si è venuto a creare tra Napoli e provincia. Nelle scorse settimane si erano diffuse voci riguardanti infezioni contratte in mare (in realtà semplici dermatiti, frequenti ogni anno), che grazie al passaparola erano diventate casi di colera, di tifo, addirittura di peste o di una strana malattia che si manifesta con la comparsa di bolle e vermi sulla pelle. In realtà negli ospedali napoletani non è stato registrato nessun caso del genere (e strano sarebbe stato il contrario), ma la paura è alta. Ognuno ha sentito da un amico, da un vicino, da un parente di un conoscente di queste nuove epidemie e guarda con diffidenza il mare. A nulla sono servite le rassicurazioni dell’Arpac (che ha anche pubblicato la mappa per indicare quali punti del litorale sono sicuri e quali no) e dei medici (come il dottor Faella, intervistato da Julienews nel video che potete vedere in basso), certe ‘voci di popolo’ sono difficili da estirpare anche quando non sono ‘voce di Dio’. La paura è nata dopo il disastro del depuratore di Cuma (spesso non funzionante a pieno regime e per alcune ore completamente chiuso per la protesta dei dipendenti), dal quale sono arrivate direttamente in mare le acque di scarico, senza nessun trattamento. Piccoli vermi sono comparsi sulle spiagge, trasportati dalle vasche insieme all’acqua, e da lì alle voci che parlano di vermi sottopelle il passo è stato breve. A peggiorare le cose, le scie marroni che si vedono in acqua e che erano presenti anche gli anni passati ma adesso, considerato il clima di terrore, appaiono ancora più pericolose.
Assodato che nessuno è stato colpito dalla peste, dal tifo, dal colera, tantomeno dai vermi, gli unici a pagare le spese di questo inquinamento sono i gestori balneari. Salvatore Trinchillo, presidente della Sib Confcommercio (sindacato imprenditori balneari) parla di un bilancio disastroso, con un calo del 70% rispetto alle visite registrate gli anni scorsi. Residenti ed associazioni di categoria hanno organizzato una raccolta fondi per pagare le analisi da commissionare alla facoltà napoletana di Geochimica della Federico II: saranno effettuati prelievi in diversi punti della costa ed a distanza di alcuni giorni, poi i dati verranno confrontati con quelli forniti dall’Arpac. I risultati si attendono entro pochi giorni.
Ma questa non potrebbe essere l’unica iniziativa in corso. Il legale degli operatori dei lidi balneari, Massimo Mazzucchelli, sta raccogliendo una corposa documentazione per chiedere un risarcimento danni alla Regione Campania ed alla ‘Hydrogest S.p.a’, concessionaria e gestore dell’impianto di depurazione di Cuma.

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di Nico Falco
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