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Ecco la lista di tutti gli stipendi d'oro

Pubblica amministrazione, è Manganelli il manager più pagato


Pubblica amministrazione, è Manganelli il manager più pagato
23/02/2012, 20:02

ROMA - E' il capo della Polizia Antonio Manganelli il manager della pubblica amministrazione più pagato in Italia: è quanto emerge dal primo elenco sugli stipendi che il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ha consegnato alla Camera per tracciare l’identikit dei dirigenti che che guadagnano più di 294 mila euro. Tra i più pagati spuntano anche il capo della Protezione Civile, i presidenti delle Authority e di altre alte cariche dello Stato. Escluse invece le retribuzioni degli organi Costituzionali (Senato, Camera, e Corte). In base a questa prima ricognizione, lo stipendio più alto è appunto quello del capo della polizia, che ammonta a 621.253,75 euro. La lista consegnata oggi alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera dal ministro Filippo Patroni Griffi non è completa, dal momento che mancano gli eventuali stipendi cumulati dai manager pubblici che ricoprono diversi incarichi. Inoltre, se è vero che ciascun ministero (incluso Palazzo Chigi) ha consegnato i dati di sua competenza, mancano ancora quelli di alcuni enti pubblici. Il capo della Polizia Antonio Manganelli, dunque, è primo in 'classifica' per lo stipendio più alto, ma non è detto sia il più 'ricco' tra i dirigenti dello Stato, dal momento che alcuni colleghi potrebbero superarlo sommando le retribuzioni ricevute per i diversi incarichi. Ad ogni modo, tutti i nomi nella lista consegnata dal governo al Parlamento, andranno incontro alle riduzioni di stipendio previste dal decreto attualmente all'esame delle Camere, che fissa un tetto retributivo a 294 mila euro. 

ECCO LA HIT DEI SUPERPAGATI -
Tra i più alti (364.196 euro) c’è anche quello del capo Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli, rivela la presidenza del Consiglio, che segnala inoltre che "tra il personale dei ruoli con incarico di struttura" di palazzo Chigi "nessun dipendente supera il tetto del primo presidente della Corte di Cassazione". Dunque, il taglio previsto dal decreto all'esame del Parlamento, per portare gli stipendi al di sotto di 294 mila euro, si applicherà eventualmente soltanto al capo della Protezione civile.
STIPENDI D'ORO PER I PRESIDENTI DELLE AUTHORITY - La retribuzione dei presidenti delle Authority e', al massimo, di 475.643 euro. Gli oltre 475 mila euro sono appannaggio del presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzella, di Energia e Gas, Pier Paolo Borboni, e di Agcom, Corrado Calabro'. Nel caso di Pitruzzella, pero', e' da segnalare che il presidente e' entrato in carica solo a fine novembre e che lo stipendio 2012 e' stato ridotto a 304 mila euro. Pitruzzella quindi andrebbe inserito tra i presidenti di authority con reddito più basso, come il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che ha una retribuzione di 387.000 euro. Ancora inferiori gli stipendi di Avcp, Privacy e Covip, che sono sotto quota 294 mila euro. All'Antitrust, inoltre, nel 2012 scatterà una riduzione delle retribuzioni per tutti i componenti. Stesso discorso andrà applicato al segretario generale dell'Agcom e a una quota dei componenti di quella autorità per il 2012, dato che hanno già deciso l'applicazione di una riduzione. E' da notare, peraltro, che il direttore generale della Consob, Antonio Rosati, distanzia con 395 mila euro (più gratifica annuale) anche il presidente Vegas. Per quanto riguarda i componenti e i dipendenti delle diverse autorità, i loro stipendi 2011 sono in una fascia compresa tra i 300 e i 400mila euro circa. Per il 2011 (ma nel 2012 scatteranno le riduzioni) al livello più alto (396.379 euro) si trovano i componenti dell'Antitrust (Antonio Pilati, Piero Barucci, Carla Rabitti Bedogni e Salvatore Rebecchini), di Energia e Gas (Valeria Termini, Luigi Carbone, Rocco Colicchio, Alberto Biancardi) e dell'Agcom (Nicola D'Angelo, Sebastiano Sortino, Enzo Savarese, Stefano Mannoni, Antonio Martusciello, Michele Lauria, Roberto Napoli e l'ex Gianluigi Magri). Un poco più in basso nella classifica dei componenti delle Authority ci sono quelli della Consob (Vittorio Conti, Michele Pezzinga, Paolo Troiano e Luca Enriques) con retribuzioni 2011 a quota 322 mila euro. Da citare, infine, il segretario generale della Consob Gaetano Caputi con una retribuzione di 280.000 euro (ma va aggiunta una gratifica annuale), e i dipendenti dell'Agcom Roberto Viola (325.203,28 euro più contributo di solidarietà) e Antonio Perrucci (292.858,18 euro più incarico da altra pubblica amministrazione, più contributo di solidarietà). Secondo quanto pubblicato anche sui rispettivi siti Internet, Antitrust e Agcom hanno già provveduto ad uniformare per il 2012 gli stipendi dei loro dirigenti al tetto introdotto dal governo Monti. E hanno abbassato le retribuzioni alla cifra percepita dal primo presidente della Corte di Cassazione. L'adeguamento è dunque a 304 mila euro, la cifra inizialmente indicata dal governo (solo successivamente è stato indicato il nuovo trattamento economico del primo presidente della Suprema Corte, che è di 294 mila euro). Per quanto riguarda l'Antitrust, dunque, sia il presidente Giovanni Petruzzella, sia i componenti del collegio Piero Barucci, Carla Rabitti Bedogni e Salvatore Rebecchini percepiscono a partire dal primo gennaio 2012 uno stipendio di 304.951,95 euro. Identica cifra per i vertici dell'Agcom: il presidente Corrado Calabrò e Nicola D'Angelo, Michele Lauria, Stefano Mannoni, Antonio Martusciello, Roberto Napoli, Sebastiano Sortino. E' di 300mila euro, invece, la retribuzione del presidente dell'Istat Enrico Giovannini. Mauro Nori e Massimo Pianese, che presso l'Inps hanno la qualifica di direttore generale, hanno uno stipendio rispettivamente di 377.214,86 euro e 322.841,14 euro. Inoltre, presso l'ente previdenziale hanno uno stipendio al di sopra di quello del primo presidente della Corte di Cassazione i dirigenti: Giuliano Quattrone (333.416,97 euro), Maria Grazia Sampietro (314.371,92 euro), Giuseppe Baldino (306.548,79 euro), Daniela Becchini (296.208,91 euro). Quanto agli altri enti pubblici, l'Aran, l'Agea, l'Inail, l'Agenas, l'Isfol, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'Istituto nazionale di Ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, il Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, il Parco Appennino, comunicano tutti che i loro dipendenti hanno stipendi inferiori al tetto di 294 mila euro.
"Abbiamo chiesto alle amministrazioni di appartenenza" di fornirci l'elenco degli emolumenti degli alti dirigenti "che sforano" il tetto massimo, individuato dal Governo nello stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione, di circa 294 mila euro. Ma le informazioni ricevute sono al momento incomplete, perché non tutti gli enti hanno inviato i dati richiesti" afferma il ministro Filippo Patroni Griffi, che inoltre aggiunge che "mancano i cumuli", e cioé gli eventuali stipendi aggiuntivi che i 'super-manager' percepiscono dallo Stato per altri incarichi. "E non ci sono neanche i benefit - aggiunge - perché noi abbiamo chiesto la retribuzione da contratto". Soprattutto quelli relativi ai cumuli "sono dati - sottolinea Patroni Griffi - che come ministero continueremo a raccogliere, per poter applicare il tetto retributivo" quando il decreto entrerà in vigore. Ad ogni modo, spiega, l'articolo 3 del decreto della presidenza del Consiglio che introduce il tetto agli stipendi dei manager, "prevede che ciascuno dei dirigenti pubblici presenti una dichiarazione annuale all'amministrazione di appartenenza indicando l'esistenza di altri incarichi assunti. Informazioni, queste, che saranno pubbliche". Patroni Griffi racconta di aver voluto consegnare al Parlamento i primi dati disponibili, seppur incompleti: "Era meglio cominciare, in tre giorni non avrei potuto avere di più". E aggiunge di essere pronto a integrare quei dati, se le commissioni lo chiederanno. Intanto, il ministero andrà avanti nel suo 'censimento'. Quanto alla Camera, le commissioni Affari costituzionali e Lavoro formuleranno il parere sullo schema di decreto del governo il prossimo 29 febbraio. L'intenzione dell'esecutivo è che, non appena acquisiti i pareri parlamentari, il tetto agli stipendi sia immediatamente operativo.
Sono on-line invece le dichiarazioni dei redditi dal 2008 al 2011 del presidente della Camera Gianfranco Fini. Fini ha aderito alla possibilità, data a tutti i deputati, di pubblicare il proprio stato patrimoniale accanto alla biografia, sul sito della Camera. E da stamattina sono dunque visibili anche sul Web le dichiarazioni depositate ogni anno dal presidente agli uffici di Montecitorio. Per il 2010 Fini ha dichiarato un imponibile di 201.115 euro, su cui gravano 79.649 euro di imposta lorda.

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di Davide Gambardella
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