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La Relish si scusa, ma lancia una frecciatina

Pubblicità choc, Alemanno segue le orme della Iervolino


Pubblicità choc, Alemanno segue le orme della Iervolino
10/02/2009, 18:02

Un altro stop alla pubblicita' choc, apparsa e poi rimossa gia' nei giorni scorsi a Napoli. Sulle orme del sindaco Rosa Russo Iervolino, che aveva ordinato la rimozione dei manifesti in cui si venivano ritratti due poliziotti sudamericani che afferrano con violenza due donne, anche il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno, ha bandito gli spot finiti nell'occhio del ciclone, bollandoli come "un'offesa alla dignita' delle donne". Il caso aveva gia' suscitato polemiche a Napoli, all'indomani dei casi di violenze sessuali che si erano verificati a Roma a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro. Su sollecitazione degli assessori alle Pari Opportunita' della Provincia e del Comune di Napoli, Angela Cortese e Valeria Valente, la Iervolino aveva ordinato la rimozione dei manifesti, invitando i sindaci delle altre citta' dove questi erano stati affissi a fare lo stesso e bollando la pubblicita' come "scandalosa strumentalizzazione della dignita' della donna". In risposta alle polemiche sollevate nel capoluogo partenopeo, l'azienda di abbigliamento finita nell'occhio del ciclone, ha provveduto alla sostituzione integrale dei manifesti oggetto di polemiche.

Le scuse della Relish

''Non c'e' alcun desiderio di rappresentare la donna come oggetto, ne' tanto meno di incentivare la violenza nei suoi confronti. Ci dispiace se la campagna puo' aver generato reazioni contrarie e di questo non possiamo che scusarci''. E' quanto ha dichiarato all'ADNKRONOS l'ad del marchio Relish, Alessandro Esposito, dopo aver appreso la notizia dell'ordinanza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che vietera' l'affissione dei manifesti Relish. ''L'utilizzo di immagini forti e', d'altro canto, un elemento molto spesso utilizzato nel settore della moda - ha aggiunto - E altrettanto spesso, queste campagne sono diventate oggetto di polemiche''. ''Tuttavia appare evidente che le immagini hanno un notevole contenuto di ironia - ha proseguito l'ad di Relish - e la campagna utilizza un linguaggio di comunicazione ironico e trasgressivo in linea con il target del brand. L'espressione della donna non e' allarmata come sarebbe invece se la situazione rappresentata fosse effettivamente drammatica. Anzi e' addirittura leggermente beffarda per cui appare evidente che tutta la situazione e' un'iperbole, ben lontana dall'essere vera. Questa censura da parte del mondo politico cosi' come la minaccia di azioni repressive quali la rimozione della campagna - ha denunciato Esposito - sembrano essere il consueto tentativo di distogliere l'attenzione da problemi molto piu' gravi e seri''. ''Problemi che meriterebbero l'attenzione e lo spazio che i mezzi di comunicazione stanno dedicando a noi. Inviterei tutti coloro che ostentano vergogna e scandalo a leggere i post pubblicati su alcuni siti in cui si parla della campagna - ha sottolineato ancora - Molti di coloro i quali sono intervenuti non hanno nulla contro di noi e molto contro di loro. Relish e' un'azienda giovane e dinamica, una delle poche realta' industriali che, in questo momento di crisi, registra una tendenza positiva sia in termini economico-finanziari che di occupazione - ha concluso - Mi chiedo in un Italia che economicamente sta crollando, proprio quel poco che c'e' di sano deve essere ostacolato?''

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di Redazione
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