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Il suo nome accostato a quello di Sandro Frisullo

Puglia, inchiesta tangenti: Mazzarano lascia il Pd


Puglia, inchiesta tangenti: Mazzarano lascia il Pd
20/03/2010, 19:03

BARI - A quanto pare, la cosiddetta "giustizia ad orologeria", non agisce soltanto contro gli esponenti del centrodestra. A seguito delle dichiarazioni dell'imprenditore-traffichino Gianpaolo Tarantini, il segretario organizzativo pugliese e candidato al consiglio regionale Michele Mazzarano, si è infatti dimesso da ogni incarico interrompendo di colpo la sua carriera politica all'interno del Partito democratico.
A spingerlo verso le dimissioni sarebbero state come appena detto le affermazioni di Terantini; per l'imprenditore, infatti, Mazzarano sarebbe il beneficiario di alcune tangenti insieme all'ex vicepresidente della Puglia
Sandro Frisullo.
Mazzarano si dice "sconcertato" dalle notizie apprese dai vari organi di stampa e si difende:"Nego nel modo più fermo e risoluto di essere stato mai destinatario di tangenti da parte di chicchessia, e in particolare dal Tarantini, e sono convinto che la magistratura vaglierà con le dovute cautele le suddette eventuali dichiarazioni. L'oramai ex segretario organizzativo regionale, prepara poi il terreno per le sue dimissioni:"Sono impegnato in una difficile campagna elettorale - spiega infatti - al servizio dello schieramento politico e del partito espressione degli ideali in cui mi sono riconosciuto per tutta la vita. Nel lamentare la gravissima e irresponsabile fuga di notizie in merito a un'accusa non riscontrata dalla stessa magistratura, non posso tuttavia non vedere come la situazione che si è determinata rischi di penalizzare l'intero schieramento politico che sostiene il presidente Vendola, e segnatamente il Pd".
"Con questa decisione -
conclude poi - non intendo tanto salvaguardare la mia persona, estranea a qualsivoglia sistema tangentizio, quanto contribuire a mantenere indenne da ogni sospetto e da ogni accusa il mio partito e l'intero centrosinistra".
Quello di Mazzarano, in effetti, dovrebbe essere un modello d'azione preso in seria considerazione da ogni esponente politico che posiziona la propria dignità e credibilità prima della poltrona e dell'incarico di prestigio. In questo caso è bastata una fuga di notizie (nessun avviso di garanzia inviato dai Pm) per spingere un importante esponente del Pd a dimettersi da ogni funzione. In un paese governato da persone e non da corrotti arrogante sarebbe la norma...in questo passa come eccellente quanto rara eccezione.

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di Germano Milite
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