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Un pm vuole il governatore a processo

Puglia, su scandalo sanità la Procura si spacca per Vendola


Puglia, su scandalo sanità la Procura si spacca per Vendola
04/02/2010, 19:02

BARI - La notizia è data dall'Ansa e si riferisce alla spaccatura interna subita dalla Procura di Bari riguardo la spinosa e complessa inchiesta sulla gestione della sanità pugliese che vede coinvolto per concussione anche Nichi Vendola. Dei tre magistrati che si stanno occupando delle indagini, infatti, due propongono l'archiviazione per il governatore ed uno insiste nel volerlo processare.
I due pm che hanno richiesto al gip l'archivazione per Vendola sono Francesco BretoneMarcello Quercia. Motivo? Per i due giudici "non vi sono elementi sufficienti a sostenere l’accusa a dibattimento". Di parere opposto e coinvinta che sussistano invece elementi convincenti per trascinare il numero uno della regione in un processo, è però il terzo ed ultimo pubblico ministero 
Desirè Digeronimo.
Al momento, l'unico che può sciogliere l'intricato nodo procedurale formatosi è il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati. Ma anche per ques'ultimo il compito si presenta decisamente arduo dato che, tutti gli atti presentati dal trio di giudici, sono firmati in maniera congiunta e quest'ultimo ed improvviso disaccordo è appunto di difficile risoluzione.
L'olio in un ingranaggio giudiziario che pare essersi del tutto bloccato potrebbe essere rappresentato dall'arrivo dell'informativa conclusiva. Nel documento ormai prossimo al deposito presso Laudati si troveranno infatti tutte le trascrizioni inerenti alle intercettazioni telefoniche ed ambientali ed agli ultimi documenti raccolti durante gli accertamenti finali. Di sicuro, un incartamento simile, potrebbe convincere i tre pm a convergere su un unico punto di vista e sbloccare l'inchiesta verso una risoluzione condivisa.
Un dato importante riguarda gli albori dell'inchiesta; cominciata due anni fa e guidata proprio dalla Digeronimo. Pochi mesi fa, Laudati ha però deciso di coassegnare l'intera indagine agli altri due Pm al momento favorevoli per l'archiviazione e cioè Quercia e Bretone.
Fonti interne della Procura parlano del rischio che l'intera maxi-procedura venga compromessa dai dissapori tra i tre giudici anche se ogni giudizio è logiamente sospeso fino all'arrivo dell'informativa conlcusiva alla quale si fatto accenno in precedenza. La coincidenza risiede nel fatto che l'aggiunta di altri due magistrati è stata operata dal Procuratore della Repubblica nello scorso mese di novembre; quindi subito dopo la pubblicazione su un noto quotidiano nazionale di un'informativa depositata dai carabinieri in procura che conteneva i nomi di 10 indagati tra cui appunto lo stesso Vendola.

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di Germano Milite
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