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Quando la storia diventa dogma, siamo tutti ignoranti


Quando la storia diventa dogma, siamo tutti ignoranti
07/10/2010, 21:10

Ieri ho scritto un articolo su Erich Priebke, il capitano delle SS considerato uno dei principali responsabili delle Fosse Ardeatine, l'esecuzione di 335 persone come rappresaglia per un attentato che aveva ucciso 32 soldati tedeschi; oggi ne ho scritto uno sul professore CLaudio Moffa, dell'Università di teramo, uno di quegli studiosi che mettono in dubbio l'Olocausto.
Questi due articoli hanno una cosa in comune: nel primo caso io, nel secondo caso Moffa mettiamo in discussione le "versioni ufficiali" di fatti storici. E nell'articolo su Priebke mi sono beccato una serie di insulti e di minacce; cosa che penso che per Moffa sia all'ordine del giorno. Solo che mi chiedo: perchè non opporre argomento ad argomento?
Nell'articolo su Priebke facevo presente che, restando ferme le sue responsabilità, fece un favore a Roma e ai romani, ottenendo da Hitler la cancellazione del suo primo ordine, di distruggere due quartieri di Roma a cannonate, ed ottenendo l'ok ad una rappresaglia di 10 ostaggi per ogni soldato morto (poi a causa di un errore se ne portarono via cinque in più) che rientra nella normalità di ciò che fa un esercito di occupazione. Anche oggi i soldati americani in Iraq ed Afghanistan, i soldati israeliani contro i palestinesi o i soldati russi in Cecenia fanno abitualmente queste operazioni di rappresaglia, ammazzando decine di civili per ogni soldato ucciso. Allora perchè se lo fanno gli americani o gli israeliani tutti quanti dicono "Bravo" e se lo fanno i tedeschi sono cattivi? Per me sono entrambi cattivi. Ma il Tribunale Internazionale dell'Aja, che si dovrebbe occupare di queste cose, sa prendersela solo con chi non conta niente, come Mladic e Milosevic, ma si guarda bene dall'intervenire contro i criminali di guerra mentre commettono i loro crimini. Si tratta quindi di fatti storici facilmente verificabili, da chi voglia farlo.
Così come quello che propone il professor Moffa non è altro che una discussione sul fatto che, secondo una corrente di pensiero, i dati sui campi di sterminio sono falsi, che non ci sia stata alcuna strage di ebrei, anche se non negano che migliaia di persone, tra cui ebrei, morirono nei campi di concentramento, a causa delle malattie, della carenza di cibo e così via. Invece no: ha subito attacchi ed offese da esponenti della comunità ebraica, a cominciare dal Presidente dell'Ucei. Ma anzichè offenderlo, perchè non affrontare la discussione? Perchè poi c'è da tener presente una cosa: tranne rarissimi casi, la discussione non viene quasi mai accettata con questi cosiddetti "negazionisti". Ma negazionisti di cosa? DI un dogma? Qui non affrontiamo un problema religioso, per cui si può dire "E' così e basta". Affrontiamo la storia, cioè un insieme di fatti. Ma è un insieme dal quale se metto o tolgo un certo episodio, posso dare una indicazione di un certo tipo o di un altro tipo. Sono cose delle quali si può e si deve discutere, ci si deve confrontare. Mentre invece secondo la stragrande maggioranza è una cosa impossibile. E all'estero va peggio: in Austria, in Francia, in Germania (e mi sembra anche in Inghilterra) è addirittura un reato contestare la versione ufficiale, imponendo un pesantissimo blocco al diritto elementare di esprimere le proprie idee.
Ma chi ha detto che la versione della Shoah è vera? Il fatto stesso che si usi un termine razzistico come "Shoah", è la dimostrazione di come si ignori la storia. Infatti il termine si riferisce ai 6 milioni di ebrei che, secondo la versione ufficiale, morirono nei campi di concentramento. Ma secondo la stessa versione ufficiale, nei campi di concentramento, di sterminio e di lavoro morirono 20-25 milioni di persone. Quindi gli ebrei furono una minoranza, un 30% circa. Ogni volta che un non ebreo usa questo termine, è come se sputasse sulla tomba di tutti coloro che morirono nei campi di concentramento senza essere ebreo: rom, omosessuali, prigionieri politici ed anche prigionieri ordinari. Non è che avere una lobby potente come quella delle comunità ebraiche rende vere le versioni ufficiali. Allora, ripeto la domanda: perchè non discuterne? O meglio: perchè si vuole impedire che se ne possa discutere? C'è qualcosa da nascondere? O c'è semplicemente una carenza di dati certi? Perchè il punto è questo: dati certi non ce ne sono. Nell'estate del 1944 Heinrich Himmler, conscio che la guerra si avviava alla fine e in maniera negativa, dette ordine di distruggere tutto. Da una parte vennero distrutti tutti i dati ufficiali, tutti i registri, ecc.; dall'altra vennero distrutti anche gli edifici. Le camere a gas (per i negazionisti edifici per la disinfezione degli indumenti) furono distrutte e rase al suolo, così come i forni crematori. Tanto che oggi, chi va ad Auschwitz non guarda le camere a gas, ma delle ricostruzioni fatte anche malissimo. Restano frammenti, dichiarazioni più o meno affidabili, qualche copia più o meno discutibile... non è che siano prove granitiche. La discussione è una cosa normale. Ma allora perchè negarla?

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di Antonio Rispoli
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