Cronaca / Sanità

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Due trapianti di fegato e due di cuore in meno di 24 ore

Quattro trapianti in 24 ore, record a Milano

Li ha eseguiti una squadra di medici dell'Ospedale Niguarda

Quattro trapianti in 24 ore, record a Milano
19/10/2011, 18:10

MILANO - Due trapianti di fegato e due di cuore in meno di 24 ore, per un totale di quattro vite salvate, compresa quella di una ragazza di 17 anni. Li ha eseguiti una squadra di medici dell'Ospedale Niguarda di Milano, divisi in due equipe di cardiochirurgia e una specializzata in trapianto epatico, che hanno lavorato contemporaneamente e in modo coordinato tra diverse sale operatorie. Grazie a due donatori d'organi, racconta la struttura, è stato possibile salvare ad esempio Valentina e Tiziana. Entrambe hanno ricevuto un cuore nuovo: la prima era affetta da una cardiopatia congenita ed era già stata operata 3 volte in passato, mentre la seconda aveva una patologia valvolare ed era al suo secondo intervento. La cardiochirurgia, diretta da Luigi Martinelli, ha visto all'opera due equipe composte ciascuna da tre chirurghi. Di grande rilievo anche il lavoro dell'equipe di Luciano De Carlis che, nella stessa giornata, ha eseguito due trapianti di fegato. Il caso più complesso è stato quello di un paziente con epatite fulminante; «una situazione clinica senza preavviso che costringe al trapianto per la salvezza. Il paziente, sessantacinquenne - raccontano i medici - in stato di coma durante l'operazione, ora è sveglio e sta bene». «Con i due trapianti di oggi - ha detto De Carlis, direttore dei Trapianti - siamo riusciti ad effettuare da giovedì scorso cinque trapianti di fegato e due trapianti di reni. Questa notte per noi al Niguarda vi erano due donatori, un giovane vittima di un grave incidente stradale e una donna cinquantenne colpita da una emorragia cerebrale da aneurisma. Queste preziose donazioni hanno salvato la vita a molte persone; oggi è veramente una giornata importante per la donazione degli organi». «Sicuramente - conclude il Niguarda - non sono molti gli ospedali italiani che possono raggiungere questi risultati. Tutto questo, non bisogna dimenticarlo, grazie ad un sistema regionale che garantisce tecnologie, strutture e competenze adeguate». 

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di Valerio Esca
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