Cronaca / Sanità

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Sui motivi pesa il ritardo nei pagamenti di comuni e regioni

Quattrocento canili comunali a rischio chiusura

Sui motivi pesa il ritardo nei pagamenti di comuni e regioni

Quattrocento canili comunali a rischio chiusura
15/04/2013, 20:23

Sono circa 400 i rifugi socio-sanitari italiani di proprietà comunale che denunciano l’imminente chiusura se i comuni, le regioni o gli enti di gestione non interverranno per ripianare i debiti contratti in questi anni per l'omesso pagamento delle rette dovute per i cani randagi accolti nei canili pubblici e nei rifugi privati gestiti da associazioni private, per una cifra complessiva che ammonta a ben 400 milioni di euro. A lanciare l’allarme è l’Aidaa, l'Associazione italiana a difesa degli animali e del'ambiente, che ha effettuato una stima su mille Comuni per verificare la situazione dei pagamenti delle rette spettanti ai comuni. Emerge che solo 35 comuni sono in regola, e appartengono tutti a regioni del Nord, mentre circa 300 Comuni pagano entro 18 mesi, e i restanti 665 non pagano da un periodo di tempo che dai due ai sette anni. Tale disagio, molto forte nel Centro-Sud, è causa di disastri eco-sanitari oltre a favorire lo sviluppo dei cosiddetti canili-lager. In assenza di una seria politica di adozione dei randagi, cresce il fenomeno dell’adozione pilotata, una sorta di mercato nero dei cani randagi versola Germania e i paesi del Nord-Europa.

Attualmente i cani che sono a rischio vero di morire di fame sono circa 40.000 di questi 28.000 si trovano nei canili del sud 

 

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di Felice Massimo de Falco
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