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La cruda verità di un mondo senza onore

Quei 22.000 bimbi al giorno "devono" morire


Quei 22.000 bimbi al giorno 'devono' morire
21/09/2010, 21:09

In questi giorni si parlerà tanto, probabilmente troppo, dell'ennesima parata dell'ipocrisia messa in piedi dall'Onu per "aiutare" i paesi che patiscono una povertà inconcepibile per ogni panciuto occidentale.
Gli ingordi megamiliardari del globo, per qualche giorno, reciteranno la propria parte promettendo qualche briciola di pane duro a chi, semplicemente e fatalisticamente, ha avuto l'immensa sfortuna di nascere nella parte "sbagliata" del pianeta. Le Nazioni Unite "denunceranno" i 22.000 bimbi che muoiono ogni giorno di fame, stenti e malattie. Le Nazioni Unite dimenticheranno però di dire la cruda, insopportabile ed inconfutabile verità: quei bambini non devono essere salvati; qui piccoli senza colpe devono per forza morire. Il motivo è decisamente semplice da intuire: se le nascite nell'Africa e nei paesi in via di sviluppo non fossero compensate quotidianamente dal "giusto" numero di morti infantili, il mondo strariperebbe di essere umani e lo spazio terrestre non basterebbe per ospitarci tutti.
L'Unicef, la Fao e le varie organizzazioni umanitarie lo sanno bene: salvare ognuno di quei piccoli bimbi di colore che vediamo in foto con i pancioni e le mosche negli occhi, non solo è impossibile ma assolutamente "pericoloso" per il benessere della parte ricca del globo. Distruggere in maniera efficace la fame nel mondo, infatti, significherebbe automaticamente distruggere in maniera altrettanto certa anche la razza umana. L'aids, la malaria, il colera, la sifilide e tutte le altre malattie che falcidiano le popolazioni più povere devono essere monitorate e contenute entro certi confini ma assolutamente non sconfitte del tutto.
A chi pensa che tali riflessioni siano scontate o troppo nichiliste, rivolgiamo l'invito a guardarsi allo specchio e a ricordarsi delle volte che ha fatto una "donazione" ai terremotati, ai senza pane e ai senza casa di tutto il mondo pensando al fatto che fosse, se non inutile, contraddittorio. La fame nel mondo, la miseria e la morte di migliaia di innocenti, saranno purtroppo non solo inevitabili ma cinicamente auspicabili fin quando l'uomo non sarà in grado di colonizzare altri pianeti. Un dato che dimostra inconfutabilmente una tesi comunque facilmente comprensibile? Se tutti gli abitanti della terra potessero godere dello stesso stile di vita degli europei, non bastarebbero le risorse di 4 pianeti grandi come il nostro per soddisfare le esigenze consumistiche di tutti.

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di Germano Milite
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