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Quel Nord-Est dell'Italia dove conta solo il denaro


Quel Nord-Est dell'Italia dove conta solo il denaro
15/04/2010, 14:04

Oggi è stato reso noto il terzo caso in cui una amministrazione comunale nega un servizio a dei bambini a causa della morosoità dei genitori. Il primo caso è stato a Montecchio Maggiore, comune in provincia di Vicenza, dove l'amministrazione comunale ha messo 9 bambini delle elementari a pane ed acqua perchè i genitori non pagavano la retta; poi la situazione si è risolta grazie all'intervento dei maestri, della Caritas e di alcune associazioni locali. Poi il secondo caso ad Adro, in provincia di Brescia, dove a 40 bambini è stato precluso l'accesso alla mensa, sempre per la morosità dei genitori. In questo caso a risolvere la situazione è stato un anonimo imprenditore della cittadina, che ha versato un bonifico do 10 mila euro per coprire il debito di 9900 euro che aveva cagionato la decisione; e per questo c'è stata una pesante reazione da parte di molti dei genitori che pagano la retta. Il terzo caso è questo di Verona, in cui a 16 bambini è stato tolto lo scuolabus perchè i loro genitori non hanno pagato la retta di 23 euro al mese. Ora mi chiedo: 23 euro al mese per 9 mesi all'anno sono circa 200 euro. 16 bambini con i genitori morosi significa un buco di 3200 euro, che è molto meno di quello che prende il sindaco di Verona in un mese. In particolare a Verona: possibile che non c'è stato un angolo del bilancio da cui estrarre 3200 euro (o i 10 mila di Adro) per evitare questi problemi?
In realtà questo comportamento è anche il frutto di una mentalità, molto diffusa soprattutto nel nord-est dell'Italia. E' una mentalità che eleva il denaro ad unico e solo fulcro di tutta la vita. Conta avere i soldi, perchè bisogna avere il cellulare o la macchina o il vestito firmato e alla moda, altrimenti non sei nessuno. CIoè non devi solo avere i soldi, ma anche dimostrare che li hai. Sia ben chiaro, non è qualcosa di esclusivo del nord est, perchè tipi del genere li incontri ovunque; solo che lì è più diffusa che altrove.
E così abbiamo che poche decine di euro a famiglia creano un abisso incolmabile tra bambini. E si tratta - nella maggior parte dei casi dei bambini colpiti - di bambini che vivono in famiglie monoreddito o comunque dove le entrate sono relativamente basse e che a causa di questa crisi, che ha notevolmente intaccato il potere di acquisto, adesso devono misurare anche i centesimi. Oppure, in qualche caso, di famiglie extracomunitarie che hanno lo stesso problema, anche se magari per motivi diversi.
Ma il punto di base è: che razza di insegnamento avranno questi bambini dai loro genitori e dalle autorità locali? Che il denaro fa la differenza? Che è quello che determina i meriti di una persona o la sua qualità? Si tratta di un insegnamento pericoloso, che va sconfitto, se non si vuole un Paese diviso in classi antagoniste.
A questo poi si deve aggiungere un dato politico. Si tratta, in tutti e tre i casi menzionati, di una città a guida leghista e con una maggioranza formata da Lega Nord e Pdl. E anche questo è significativo dell'aria classista, oltre che razzista e xenofoba, che stanno introducendo questi partiti nel nostro Paese

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di Antonio Rispoli
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