Cronaca / Sangue

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Caso Cucchi, il testimone racconta le confidenze di Stefano

“Questi stronzi mi hanno menato”


“Questi stronzi mi hanno menato”
17/11/2009, 20:11

ROMA – E’ stato ascoltato dai pubblici ministeri il supertestimone che potrebbe aiutare le indagini sul caso di Stefano Cucchi, il 31enne romano deceduto una settimana dopo l’arresto. S. Y., 31enne segenalese, anch’egli detenuto ed attualmente ospite in un centro di terapia per le tossicodipendenze, sostiene di aver raccolto la confidenza direttamente da Stefano Cucchi, quando entrambi si trovavano nel tribunale di Roma per la convalida del fermo. “Mi hanno menato, questi stronzi”, gli avrebbe detto il giovane romano. Il testimone, nell’incidente probatorio in programma sabato prossimo davanti al gip Luigi Fiasconaro, dovrà confermare la frase insieme al resto del suo racconto: sostiene infatti di aver assistito personalmente, nascosto, al pestaggio di Stefano Cucchi. Guardando attraverso uno spioncino avrebbe visto alcuni agenti di polizia penitenziaria in divisa che stavano prendendo a calci e pugni il 31enne romano, dopo averlo scaraventato a terra, ed aver sentito lamenti e altri rumori riconducibili al pestaggio una volta che il ragazzo era stato trascinato in cella.
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha già disposto, intanto, il trasferimento dei tre agenti penitenziari indagati dalla Procura di Roma per omicidio preterintenzionale. Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Dominici sono stati per il momento trasferiti in tre unità differenti: il nucleo aeroportuale di Fiumicino, il carcere minorile romano di Casal del Marmo ed il nucleo operativo traduzioni di Rebibbia. Il provvedimento, che sarebbe stato deciso dal provveditore regionale alle carceri del Lazio, è un distacco dal nucleo del Tribunale di Piazzale Clodio in attesa che si conclusa l’inchiesta amministrativa disposta dal Capo del Dap, Franco Ionta.
Discordante la versione del Sappe: secondo il sindacato autonomo degli agenti penitenziari, infatti, i tre non sono stati trasferiti ma sono semplicemente in congedo per ferie. “I tre agenti, - spiega il segretario Donato Capece, - non sono stati né trasferiti né allontanati, sono in normale congedo per ferie, consigliati dal loro stesso comandante per recuperare lo stress psicofisico di questi giorni. Sono ragazzi sereni, non hanno fatto niente, si sta strumentalizzando la vicenda”. Diego Perugini, avvocato di uno dei tre, chiarisce che i poliziotti “non sono stati trasferiti d’ufficio, ma hanno chiesto di essere distaccati per motivi di opportunità”.

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di Nico Falco
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