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Racket ad operatori del porto di Torre del Greco: 23 arresti


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Racket ad operatori del porto di Torre del Greco: 23 arresti
02/05/2012, 16:05

Cinquemila euro che ogni estate i commercianti della zona portuale di Torre del Greco dovevano versare alle casse dei clan. Ormeggiatori, venditori di mitili, negozianti: nessuno si opponeva al diktat dei clan Di Gioia, Falanga, Papale, tanto che il pagamento del pizzo avveniva in modo spontaneo con l’inizio della bella stagione. Ad occuparsi delle estorsioni erano gli uomini di fiducia della cosca, donne e persino un minorenne che all’epoca dei fatti aveva sedici anni. Girava armato come un pezzo da novanta della cosca. E quando i commercianti si opponevano alle imposizioni della mala, non esitava a comportarsi come un vero e proprio boss.

Ventitre le ordinanze di custodia cautelare scattate a seguito dell’operazione denominata Avvoltoio: un’indagine che prende il nome da una famiglia satellite del clan Falanga-Di Gioia partita da un’altra inchiesta che portò in carcere boss e gregari coinvolti nel racket del caro estinto nella città corallina. Tredici dei provvedimenti sono stati notificati in carcere ai presunti appartenenti alla cosca Falanga, a quella “scissionista” dei Di Gioia e ad alcuni appartenenti alla potente famiglia malavitosa dei Papale. Dieci invece le misure restrittive scattate all’alba nel comune di Torre del Greco. Un altro duro alla cosca che sul territorio ai piedi del Vesuvio stritola come in una morsa tutte le attività commerciali.

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di Davide Gambardella
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