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Racket del caro estinto: 45 persone indagate


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Racket del caro estinto: 45 persone indagate
09/07/2012, 13:07

NAPOLI – Il gioco era sempre lo stesso: dagli ospedali infermieri compiacenti facevano sapere alle aziende di pompe funebri quelli che erano i decessi del nosocomio, e poi partiva la corsa all’accaparramento del servizio funebre. Un vero e proprio racket del caro estinto che questa volta ha portato in manette ben 45 persone tra infermieri, dipendenti cimiteriali, medici legali e titolari di imprese mortuarie. Brillanti le indagini degli uomini della squadra mobile della Questura di Napoli, coordinati dalla procura partenopea che hanno accertato un giro incredibile che gravita intorno al mondo funebre. La procura ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre indagati, gli arresti domiciliari per 15 di loro e l'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per le restanti 27 persone coinvolte. Le accuse riguardano vari reati, che vanno dall' associazione per delinquere al falso in atto pubblico e alla corruzione. Le indagini risalgono al 2009 quando venne fuori il diffuso fenomeno corruttivo tra il personale impiegato nei cimiteri e quello infermieristico in servizio negli ospedali, che intascava mazzette da alcuni gestori d'imprese di onoranze funebri. Sulla scorta di quelle segnalazioni fu dimostrato anche il coinvolgimento diretto di alcuni medici legali incaricati di constatare i decessi i quali, beneficiando di compensi non dovuti, redigevano il certificato necroscopico sulla scorta delle indicazioni, spesso fornite solo telefonicamente, dagli addetti delle imprese funebri. Altro filone d’indagine riguarda gli infermieri addetti alle camere mortuarie degli ospedali che, previo lauto compenso, erano soliti avvisare del decesso e assistere imprese funebri compiacenti, affinché si aggiudicassero servizi funebri dei pazienti deceduti.

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di Rosario Lavorgna
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