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Racket: pizzo a Secondigliano, arrestato affiliato clan Licciardi


Racket: pizzo a Secondigliano, arrestato affiliato clan Licciardi
22/04/2010, 14:04


NAPOLI - Un pregiudicato di 47 anni è stato arrestato a Napoli per un tentativo di estorsione in un cantiere edile, aggravato dal metodo mafioso. Vincenzo Esselen Iourano, con precedenti per associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, rapina e violazione delle disposizioni sulle armi, è stato arrestato dagli agenti della sezione antiestorsioni della Squadra mobile. Grazie alla mirata opera di intelligence svolta dalla Squadra mobile sul fenomeno delle estorsioni ai danni delle imprese, agevolata dalla collaborazione con le associazioni di categoria, nei giorni scorsi, gli inquirenti sono arrivati al cantiere edile di Secondigliano, in via Angiulli, nel cuore della masseria Cardone. Una zona dominata da sempre dal clan Licciardi. Gli investigatori sono così venuti a sapere di una 'visita' presso il cantiere da parte di due emissari della criminalità organizzata: la camorra chiedeva un contatto con il titolare, al quale era stato imposto il versamento di 500 euro, quale "regalo" per gli "amici della zona". Nei giorni scorsi, sono quindi stati predisposti mirati appostamenti degli agenti. Ieri pomeriggio, verso le 16.30, Esselen ha tentato di imporre al titolare dell'impresa - che era affiancato da un operatore della Squadra Mobile - il pagamento della somma in favore del clan della zona ed è stato subito arrestato. L'uomo è ritenuto dagli inquirenti uno storico affiliato al clan Licciardi, per conto del quale si era specializzato nell'imporre il pizzo alle attività imprenditoriali della zona di influenza del gruppo criminale. L'11 febbraio 2004 fu vittima di un agguato nel corso del quale fu gravemente ferito alla schiena, mentre si trovava in un circolo ricreativo, in via Gambardella. Considerate le modalità con cui la richiesta estorsiva è stata posta in essere, ed il profilo criminale dell'indagato, a Esselen è stata contestata la speciale aggravante prevista per chi commette un delitto con metodo mafioso. Le indagini proseguono per verificare l'eventuale coinvolgimento nella vicenda di altri soggetti.

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di Redazione
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