Cronaca / Nera

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In manette anche 4 vigili urbani conniventi

Racket sull’abusivismo, arrestati 50 dei Lo Russo


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Racket sull’abusivismo, arrestati 50 dei Lo Russo
03/11/2010, 12:11

NAPOLI – Gestivano il racket sulle costruzioni illegali, imponendo anche le ditte di cui servirsi. Sono 50 le persone finite in manette nella maxioperazione anticamorra messa a segno dalla polizia nei quartieri a nord di Napoli: tra gli arrestati anche 4 vigili urbani corrotti, dipendenti del Comune di Napoli.
Nella rete della Squadra mobile della Questura di Napoli sono finiti capi e gregari del clan camorristico dei Lo Russo, detto dei ‘ Capitoni’, operante nei quartieri periferici Piscinola, Chiaiano, Miano e Marianella. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’organizzazione, hanno appurato gli inquirenti, gestiva un giro di usure ed estorsioni a danno di imprenditori e privati cittadini, oltre ad occuparsi della gestione del mercato dell'abusivismo edilizio nella zona di Piscinola e Miano ed anche di una piazza di spaccio al rione Don Guanella.
I provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dia partenopea, arrivano alla fine di un'attivita' investigativa che si e' protratta per oltre tre anni dai quali sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, in ordine a molteplici e allarmanti fattispecie di reato. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di privati cittadini e di collaboratori di giustizia, che hanno permesso la ricostruzione del complessivo mosaico delle attivita' del clan.
Per la gestione del racket dell’abusivismo edilizio, gli indagati imponevano proprie imprese edili di riferimento e chiedevano tangenti in denaro a chi intendesse realizzare una costruzione abusiva, grazie alla complicità del personale della polizia municipale preposto alla repressione dell’abusivismo.
Sono finiti sotto sequestro preventivo, inoltre, su decreto disposto dalla Dia, beni per oltre 60 milioni di euro, tra cui circa 70 immobili, oltre 30 società, 76 tra auto e moto ed un centinaio di conti correnti, riconducibili agli indagati.

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di Nico Falco
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