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I sospetti cadono su una 26enne già nota alla polizia

Ragazza accoltellata al parco: è giallo sull’omicidio


Ragazza accoltellata al parco: è giallo sull’omicidio
16/02/2012, 18:02

Uccisa a coltellate a soli 13 anni. È la triste quanto incredibile storia che vede come protagonista la giovanissima Casey-Lyanne Kearnley. Dopo esser stata accoltellata,la giovane, ferita e sanguinante, ha composto il 999 ma i soccorsi sono arrivati troppo tardi. Casey- Lyanne è morta dopo il ricovero in ospedale. Il primo ad aver trovato la ragazza in fin di vita all’all’Elmfield Park, a Doncaster, nel South Yorkshire, è stato il suo istruttore di tennis, John Willis. Ancora nessun colpevole ma secondo la polizia, la colpevole potrebbe essere una 26enne già nota alle forze dell’ordine. Casey-Lyanne era a terra, in stato semi-cosciente. L’uomo ha dichiarato che una volta giunto sul posto, la ragazzina era sdraiata a terra su una mano, mentre una donna era con lei: “L’abbiamo presa in posizione di recupero. Lei non si muoveva molto e non parlava. Il suo respiro era molto flebile e in volto era pallida.
Ancora increduli gli amici della studentessa uccisa ieri - che si sono riuniti per renderle omaggio - che non riescono a spiegarsi chi abbia potuto compiere un gesto tanto folle su una ragazzina innocente. Molti i messaggi di addio lasciati sulla bacheca face book della piccola: “Nessuno merita di morire giovane, riposa in pace Casey! La tua morte ha sconvolto tante persone e sono sicuro che non la dimenticheranno mai” – ha scritto Leah Jones. E ancora: “Riposa in pace Casey, eri una ragazza in gamba e bella. Fa male sapere che esiste qualcuno capace di uccidere una ragazza di 13 anni“ – dichiara una compagna di scuola della vittima.
La gente del posto si è detta inorridita e impaurita di passeggiare nel parco di Doncaster, visto ora come un luogo pericoloso soprattutto per i bambini che vanno a scuola a piedi. “Non è un parco molto sicuro, ad essere onesta - dichiara una madre – Ci sono stati un certo numero di incidenti là, non è più come quando ero bambina”.

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di Erika Noschese
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