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I carabinieri hanno liberato le romene prigioniere

Ragazze segregate in un pollaio e costrette a prostituirsi


Ragazze segregate in un pollaio e costrette a prostituirsi
26/02/2010, 20:02

ROMA – A Colonna, centro nella campagna a Sud di Roma i carabinieri hanno arrestato madre e figlio, cittadini romeni di 43 e 18 anni per sfruttamento della prostituzione. La famigliola dell’Est però non solo lucrava sfruttando alcune connazionali ma una volta terminato il loro lavoro le rinchiudevano in un pollaio.
L’indagine è nata da una segnalazione di una cittadina italiana che ai militari ha raccontato di aver notato, mentre percorreva la via Prenestina, due ragazze straniere sul ciglio della strada che piangevano. Effettuati una serie di servizi di osservazione e di pedinamento nella zona di Zagarolo, dove le ragazze erano solite prostituirsi, sono stati controllati i loro spostamenti.
All'alba di venerdì io carabinieri le hanno trovate rinchiuse, in baracche un tempo utilizzate come pollaio, e le hanno liberate. Le ragazze hanno raccontato ai militari di essere state attirate in Italia da alcuni connazionali con la promessa di un lavoro serio e sicuro, ma in breve tempo il loro sogno si è infranto. Quelli che consideravano loro amici si sono trasformati in carnefici, costringendole a prostituirsi in strada. Successivamente sono passate di mano in mano, vendute al miglior offerente, fino ad arrivare a Roma.
Qui la famiglia che le ha acquistate, dopo aver sequestrato i loro documenti ha provveduto anche a picchiarle e seviziarle, per terrorizzarle e impedire che si allontanassero senza permesso. I loro ultimi «padroni», la famiglia di connazionali arrestata dai carabinieri, le scortavano al posto di lavoro, poi ritornavano dopo alcune ore e le chiudevano in quelle fatiscenti baracche ubicata in via Prenestina, poste dietro la loro abitazione in campagna, dalle cui finestre le controllavano.

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di Mario Aurilia
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