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Ragazzo costretto a lavorare 15 ore al giorno senza paga, l'indignazione di Cascone


Ragazzo costretto a lavorare 15 ore al giorno senza paga, l'indignazione di Cascone
19/03/2010, 11:03

 
BOLOGNA - "Abbiamo una situazione complessa causata dal dilagare del commercio. Gli immigrati che arrivano da: Bangladesh, Cina, India aprono negozi contro terzi, lavorano tutto il giorno, senza manodopera, con una manifattura che deve ancora crescere. I prezzi si pongono a metà strada tra il negozio e la grande distribuzione e i negozi sono aperti sette giorni alla settimana, lavorando senza limiti e in maniera disumana". Manifesta così Massimo Cascone, responsabile dell'Italia dei Diritti per l'Emilia Romagna, la sua indignazione per quanto accaduto ad un ragazzino, costretto a calci e a pugni da un commerciante del Bangladesh a lavorare nella sua bottega alimentare in via Castiglione, non ricevendo in cambio alcuna retribuzione. La Corte d'Assise d'Appello di Bologna ha condannato lo sfruttatore a cinque anni e quattro mesi di reclusione per riduzione in servitù. "Questo è un problema diffuso, purtroppo non solo a Bologna, ma in tutte le grandi città d'Italia e in molti settori: agro-alimentare, oggettistica, telefonia -. prosegue l'esponente del movimento che fa capo ad Antonello de Pierro - Il punto è che questi cittadini sono abituati allo schiavismo più estremo nel loro paese e quando arrivano in Italia si sentono liberi di agire come meglio credono. Di sicuro sono bravi a tirare l'economia, ma non lo sono a difendere i propri diritti. Succedono avvenimenti incredibili ogni giorno, con molta onestà spero che qualcosa cambi da un punto di vista amministrativo, visto che siamo anche senza sindaco e quindi il disordine sociale è all'ordine del giorno".

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di Redazione
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