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Ma il direttore se lo aspettava: “Atto dovuto”

Rai, Minzolini è indagato. L’accusa è di peculato

Avrebbe attinto all’azienda oltre 68 mila euro

Rai, Minzolini è indagato. L’accusa è di peculato
12/05/2011, 16:05

ROMA – Iscrizione nel registro degli indagati per Augusto Minzolini. La Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta sulle spese effettuate con la carta di credito affidatagli dalla Rai, ipotizza per il direttore del Tg1 il reato di peculato, relativo al periodo agosto 2009 - settembre 2010. In altri termini, Minzolini sarebbe accusato di appropriazione ed utilizzo di denaro appartenente all’azienda Rai ed affidatogli in virtù della propria carica, per fini personali e non legati allo svolgimento della sua funzione. Il direttore del Tg1 avrebbe attinto dal conto aziendale oltre 68 mila euro. Gli accertamenti che sono ora sfociati nell’iscrizione nel registro degli indagati, sono stati avviati sulla base di un esposto presentato da un’associazione di consumatori: gli inquirenti sarebbero ora a lavoro su una serie di spese non autorizzate, che ammonterebbero appunto ad oltre 68 mila euro. Una cifra non indifferente, che merita di sicuro ulteriori chiarimenti e spiegazioni: il direttore Minzolini, infatti, potrebbe essere convocato prossimamente a piazzale Clodio per fornire la sua versione dei fatti. Tale episodio venne alla ribalta già nel febbraio del 2011 e non appena emerse la notizia, fu l’allora direttore generale della Rai ad assolvere Minzolini: “La sua carta di credito è un benefit. Ha sempre rispettato le regole – dichiarò Mauro Masi in una lettera inviata al consigliere Rizzo Nervo - e non emergono violazioni”. Ma adesso, evidentemente, qualcosa sembra essere cambiato.
Per il momento tranquillità è ciò che traspare dalle parole del direttore del Tg1: “È un atto dovuto, l’ho già detto”. Così Minzolini, commenta la sua iscrizione nel registro degli indagati e inoltre sottolinea che secondo il suo punto di vista il movente è di natura politica: l’indagine è nata a seguito di due esposti, spiega, uno dei quali presentato da un partito dell’opposizione, e non crede sia un caso che la sua iscrizione nel registro degli indagati avviene a pochi giorni dalle elezioni amministrative. Più duro invece il giudizio dell’Italia dei Valori che, appresa la notizia, dice la sua attraverso le parole del capogruppo IdV in commissione di Vigilanza Rai, Pancho Pardi: “Minzolini indagato per peculato dalla Procura di Roma? È una buona notizia per tutti i cittadini perché la carta di credito con cui ha dilapidato ben 68 mila euro in 15 mesi appartiene all’azienda, sono cioè soldi del canone”. Ma il dipietrista Pancho Pardi non ha usato mezzi termini nel sire la sua sul fatto che Minzolini abbia abusato della carta di credito così come ha abusato della carta bianca ricevuta da Berlusconi, attraverso il suo compagno di merende Masi, per la gestione del Tg1. “Un giochino che costerà alla Rai 100 mila euro di multa dall’Agcom per non aver rispettato una regola sacrosanta dell’informazione: il pluralismo”.

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di Antonio Formisano
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