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Il cda approva le nomine. Polemico Garimberti

Rai: nuovi incarichi per Minoli e Ruffini


Rai: nuovi incarichi per Minoli e Ruffini
27/04/2010, 19:04

ROMA – Si infuoca la battaglia sul riassetto delle cariche Rai. Paolo Garimberti, in qualità di presidente di garanzia, oggi ha votato contro in consiglio di amministrazione Rai contro la proposta del direttore generale Mauro Masi del nuovo incarico per Paolo Ruffini (Rai Premium e Rai Educational). Garimberti si è invece astenuto nel voto sulla struttura dei nuovi canali.
L'impegno preso con Ruffini, all'atto della sua sostituzione - il 25 novembre - con Antonio Di Bella alla guida di Raitre, era di collaborare con il dg al progetto di Rai Digit, in cui dovevano confluire i canali specializzati dell'offerta digitale. Un impegno poi ribadito il 26 febbraio, quando si è diffusa la notizia della causa intentata contro l'azienda dall'ex direttore di Raitre per chiedere il reintegro. Masi «rispetti gli impegni formalmente presi in consiglio», era stato quel giorno l'auspicio di Garimberti. Tutti gli impegni saranno rispettati, aveva assicurato la direzione generale. Da allora, però, si sono susseguiti diversi rinvii - il caso Ruffini è all'ordine del giorno dei lavori del cda dai primi di marzo - è il nodo è rimasto irrisolto fino alla settimana scorsa, quando si è concretizzata una proposta per Ruffini ben diversa da quella originaria (Rai Educational senza La storia siamo noi e Rai Premium, cioè il coordinamento tra Rai Movie e Rai 4, canale diretto da Carlo Freccero), figlia dello 'scorporo' di Rai Digit.
Restano fuori la direzione Rai 5, ovvero il canale culturale che la Lega vorrebbe realizzare a Milano e collegare all'Expo 2015, e la direzione Rai Giovani. Garimberti si è invece astenuto sull'organizzazione dei nuovi canali, rendendo dunque l'«onore delle armi" al dg per lo sforzo fatto in termini di mediazione, ma insieme sottolineando la nebulosità della nuova organizzazione sul piano dei contenuti, con rischi di conflittualità tra Ruffini e Minoli ma anche tra Ruffini e Freccero.

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di Mario Aurilia
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