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Due banditi sparano e terrorizzano gli avventori

Rapina al Ristorante Manzoni di Posillipo


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Rapina al Ristorante Manzoni di Posillipo
29/08/2009, 11:08

Sarebbe stato uno dei tanti venerdì tranquilli di fine agosto: pochi clienti, quiete rilassante, personale ridotto ed incasso modesto. Invece, a turbare i titolari e gli avventori presenti ieri sera (erano circa le 23) al Ristorante Manzoni di Posillipo, c'hanno pensato due malviventi armati e coperti da un caschi. I due uomini, stando alle deposizioni rilasciate dai testimoni da carabinieri, erano di età compresa tra i 25 e i 30 anni e si sono dimostrati molto violenti e determinati nell'intimidazione nei confronti dei depredati.

Appena dopo essere entrati nel locale, infatti, i banditi hanno esploso diversi colpi di pistola verso il soffitto ed hanno ordinato ai presenti di consegnare loro tutti gli oggetti di valore. Il bottino è stato di un Tudor d'oro, un portafogli, diverse migliaia di euro in contanti ed un bracciale d'oro e diamanti. Durante le operazioni di "consegna", uno dei clienti, ha tentato di sfilarsi dal polso un prezioso  Vacheron Constantin per sottrarlo al sequestro. L'operazione è però stata notata dai criminali e, l'uomo proprietario dell'orolgio, un docente universitario titolare di cattedra alla Federico II, si è visto puntare per diversi interminabili secondi una pistola alla tempia. Inoltre, uno dei due criminali, avrebbe intimato al compagno di pemere il grilletto e far fuori l'ostaggio.
Fortunatamente, la giovane cassiera del Ristorante, presa dal panico, ha urlato a squarcia gola ed è riuscita a mettere in allerta il personale che si trovava in cucina (cuochi e camerieri). Cercando di approfittare del momento di caos, un coraggioso avventore ha poi deciso di affrontare i criminali; venendo colpito sul voto con il calcio della pistola di uno dei due rapinatori. Gli stessi, essendosi resi conto che la situazione si stava complicando, hanno così deciso di darsi alla fuga tralasciando l'incasso e portando con se il resto del maltolto. Ad attenderli c'erano due complici in sella ad altrettante moto grazie ai quali sono riusciti a dileguarsi in pochi istanti. Finito l'incubo, la cassiera ha chiamato il 113.

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di Germano Milite
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