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Si tratta di due romeni: uno di 30 e l’altro di 20 anni

Rapine a Perugia: arrestati gli assassini di Luca Rosi

Sono autori del duplice furto, a Resina e a Ramazzano

Rapine a Perugia: arrestati gli assassini di Luca Rosi
16/03/2012, 14:03

PERUGIA – Nell’ambito delle indagini sulle rapine a Perugia c’è una svolta clamorosa. I carabinieri, infatti, sono riusciti a beccare in un solo colpo i responsabili della rapina in villa, avvenuta il 3 febbraio scorso a Resina, e anche quelli della tragedia consumatasi il 2 marzo scorso, a Ramazzano, sempre nella periferia del capoluogo umbro.
Si tratterebbe di due romeni che sono stati fermati questa mattina a Gorizia, mentre erano in transito su un autobus al confine tra Italia e Slovenia. Secondo il comandante provinciale dei carabinieri di Perugia, non vi sarebbero dubbi sul fatto che i due stranieri arrestati siano gli autori tanto della rapina in villa a Resina, durante la quale si consumò uno stupro ai danni di una donna cinquantaquattrenne, quanto della rapina in villa a Ramazzano, durante la quale invece fu ucciso il banchiere trentottenne Luca Rosi.
Gli stessi carabinieri erano sulle tracce dei due romeni, che avrebbero all’incirca 30 e 20 anni, già da diversi giorni: li avevano identificati grazie alle indagini condotte sul primo caso, quello del 3 febbraio. Solo questa mattina hanno capito che i due uomini stranieri sarebbero responsabili anche del secondo colpo, quello costato la vita al giovane banchiere. Si tratterebbe, infatti, di una stessa banda formata da tre elementi più un basista, già fermato e arrestato 72 ore fa. Ai due romeni, in relazione al primo furto a Resina, vengono contestati i reati di concorso in rapina, sequestro di persona e violenza sessuale.
“Gli assassini di mio figlio sono bestie e andrebbero assicurati alla giustizia in posti adatti alle bestie e non alle persone”, ha detto Bruno Rosi, padre di Luca Rosi, che ha aggiunto: “La notizia non ci rende soddisfatti perchè il dolore ha il sopravvento su tutto. Però almeno non faranno altro male”.

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di Antonio Formisano
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