Cronaca / Giudiziaria

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Con loro boss come Riina, Brusca e Bagarella

Rapporti Stato-mafia: 10 rinviati a giudizio, tra cui Dell'Utri e Mancino


Nella foto, l'ex senatore Marcello Dell'Utri
Nella foto, l'ex senatore Marcello Dell'Utri
07/03/2013, 15:20

PALERMO - Il Gup di Palermo Piergiorgio Morosini ha deciso per il rinvio a giudizio di 10 persone, nell'ambito del processo sulle trattative tra Stato e mafia avvenute dal 1992 in poi. Tra queste persone ci sono politici (l'ex Ministro dell'Interno Nicola Mancino e Marcello Dell'Utri), carabinieri (Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe Di Donno) e mafiosi (Salvatore Riina, Leoluca Bagarella e Antonino Cinà). Insieme a loro anche Massimo CIancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, e il pentito Giovanni Brusca. Tutte le persone facenti parte delle istituzioni, a vario titolo, sono accusate di aver intrattenuto rapporti con i boss mafiosi; i quali a loro volta sono accusati di aver tentato di destabilizzare lo Stato. Per esempio, per Riina, la richiesta del "papello", un elenco di richieste presentate per bloccare l'escalation di attentati che colpirono via dei Georgofili, gli Uffizi a Firenze e così via. Dell'Utri è accusato di aver fatto di mediatore, mentre Ciancimino è accusato di calunnia nei confronti dell'ex capo di Polizia Gianni De Gennaro. 
Stralaciata la posizione di Calogero Mannino, che ha chiesto il rito abbreviato, e quella di Bernardo Provenzano, le cui condizioni di salute rimangono gravi e gli hanno impedito di partecipare all'udienza.  

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di Antonio Rispoli
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