Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Dall'indagine le autostrade risultano più sicure

Rapporto Aci-Istat: 'Meno incidenti sulle strade italiane'


Rapporto Aci-Istat: 'Meno incidenti sulle strade italiane'
17/11/2010, 17:11

Meno sangue sulle strade italiane: diminuiscono gli incidenti, i morti e feriti. A renderlo noto è il rapporto Aci-Istat presentato a Roma presso l'Automobile club d'Italia. L'indagine evidenzia nel 2009 un calo, rispetto all'anno precedente, di sinistri (215.504, meno 1.6%), morti (4.237, meno 10.3%) e feriti (307.258, meno 1.1%), verbalizzati dalle forze dell'ordine. Ma Roma e il Lazio non possono sorridere. Al primo posto tra le 'autostrade' piu' pericolose d'Italia c'è infatti il Grande raccordo anulare di Roma (dal km 20 al 65) con 13 chilometri con incidenti ricorrenti. Poi l'A1 in provincia di Frosinone (km 603-664) con 10 chilometri con incidenti ricorrenti. Tra le strade statali, invece, al primo posto c'e' via Aurelia (dal km 12 al 36) con 7 chilometri con incidenti ricorrenti. Al secondo posto via Tiburtina Valeria (il tratto dal km 12 al 36) con 6 chilometri con incidenti ricorrenti. Al terzo posto, poi, la Pontina in provincia di Latina (dal km 38 al 103) con 6 chilometri. Tra le peggiori anche la Pontina, nel tratto di Roma, e via Appia, sempre nella Capitale. In generale, luglio si conferma il mese "nero", sabato il giorno con piu' morti e le 18 l'ora piu' critica. Di notte si verificano meno incidenti ma piu' pericolosi, i week-end sono fortemente a rischio. Dal rapporto, poi, emerge che i giovani under 25 sono i piu' colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli piu' gravi avvengono sulle extraurbane. Dall'indagine, comunque, escono vincitrici in generale le autostrade, che risultano essere piu' sicure. "Se con i dati 2010 si confermera' la diminuzione del 10% delle vittime sulle strade - ha dichiarato il presidente del'Aci, Enrico Gelpi - allora l'Italia centrera' l'obiettivo europeo con il dimezzamento dei morti rispetto al 2001. Oggi siamo decimi nella graduatoria internazionale con meno 40.3% rispetto alla media dell'Unione europea, pari a meno 35.1%". E per consolidare i risultati Aci mette in campo un impegno sinergico sul piano educativo con l'avvio di un offerta formativa piu' adeguata soprattuto per i giovani, esposti a un rischio tre volte piu' alto di provocare o subire un incidente. A questa finalita' risponde il nuovo network di autoscuole Aci "Ready2Go", gia' presentato qualche mese fa, che si avvale di strumenti e moduli didattici altamente innovativi. "Il 15% dei conducenti coinvolti in un sinistro ha meno di 21 anni, quindi meno di tre anni di esperienza al volante- prosegue Gelpi- ecco perche' l'Automobile club d'Italia sottolinea la necessita' di istituire l'obbligo per i nuovi patentati di un corso di guida sicura". L'impegno di Aci per una mobilita' piu' responsabile si rafforza con il nuovo progetto sperimentale "Aci per il sociale", che propone agli anziani, ai diversamenti abili e agli extracomunitari una capillare attivita' formativa sui temi della sicurezza stradale. "Tutto cio' non puo' pero' prescindere- conclude il presidente Aci- dall'ammodernamento della rete stradale: come evidenziato dallo studio presentato oggi sulla localizzazione degli incidenti, tra le strade piu' pericolose del Paese continuano a figurare da anni le stesse arterie, dalla Pontina alla Romea, dalla Pontebbana alla Jonica". In conclusione, il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, dichiara: "La sicurezza stradale e' un problema multidimensionale, la cui soluzione richiede una capacita' di mettere a sistema competenze azioni di diversa natura. La statistica pubblica ha un importante responsabilita' di assicurare che i dati necessari vengano prodotti e rispettino i requisiti fondamentali di affidabilita' e qualità". Come ultimo dato il rapporto Aci-Istat individua i tipi di incidenti piu' pericolosi: scontro frontale (4.3%), uscita di strada (4.1%), urto con ostacolo (3.8%) e investimento di pedoni (3.3%). Le motivazioni che invece sono tra le piu' frequenti il mancato rispetto delle regole di precedenza (17.5%), la guida distratta (15.7%) e la velocita' elevata (11.5%): da sole costituiscono il 44.59% dei casi.


Commenta Stampa
di Tiziana Casciaro
Riproduzione riservata ©