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Il Papa alla fine dell'Angelus: troppe vittime e danni moral

Ratzinger: bene convenzione contro bombe a grappolo


Ratzinger: bene convenzione contro bombe a grappolo
01/08/2010, 14:08

“Esprimo vivo compiacimento per l'entrata in vigore, proprio oggi, della Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo che provocano danni inaccettabili ai civili”. È il commento di papa Benedetto XVI dopo la preghiera dell'Angelus sull’approvazione della delibera che vieta l’utilizzo delle bombe utilizzate negli ultimi anni durante i bombardamenti,che hanno provocato “numerose vittime che hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni fisici e morali, fino alla perdita della vita, a causa di questi insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno spesso ostacola a lungo la ripresa delle attivita' quotidiane di intere comunità” ha commentato il Pontefice. “Con l'entrata in vigore della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati, la Comunità internazionale ha dimostrato - secondo Papa Ratzinger - saggezza, lungimiranza e capacità nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale”. “Il mio auspicio e incoraggiamento - ha concluso il Pontefice - è che si continui con sempre maggior vigore su questa strada, per la difesa della dignità e della vita umana, per la promozione dello sviluppo umano integrale, per lo stabilimento di un ordine internazionale pacifico e per la realizzazione del bene comune di tutte le persone e di tutti i popoli”.
 “La Convenzione - ricorda da parte sua la Santa Sede in una nota diffusa oggi - rappresenta un passo significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale, nonché un risultato notevole per un multilateralismo basato sulla cooperazione costruttiva fra attori governativi e non governativi e sul legame fra il diritto umanitario e i diritti umani”. L'accordo, infatti, si legge ancora nel testo diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, "oltre a colmare una grave lacuna del diritto umanitario, la Convenzione tende a dare una risposta forte e credibile ad un problema tuttora molto attuale, non solo per il continuo uso delle munizioni a grappolo, ma per il fatto che tali ordigni possono giacere inesplosi sul terreno, colpendo anche dopo molti anni dalla loro dispersione ed impedendo la ripresa della vita quotidiana della popolazione civile". La nuova Convenzione, inoltre, "assicurando il diritto all'assistenza alle vittime, offre un motivo di speranza a tutti coloro che hanno subito gli effetti delle munizioni a grappolo". "La Santa Sede - ricorda la nota - ha partecipato attivamente al processo di Oslo, dal quale e' scaturita la nuova Convenzione, essendo stata tra i primi a proporre la moratoria sull'uso di questi ordigni e facendo parte fin dal suo inizio dei sei membri del cosiddetto Core Group, il gruppo di Stati promotore dell'iniziativa". "La Santa Sede - infine – è stata tra i primi Stati a ratificarla, nella convinzione che la logica della pace sia più forte della logica della guerra, la quale in tutti i casi deve avere come limite invalicabile la protezione e la tutela della popolazione civile, e in particolare delle persone più vulnerabili".

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di Davide Gambardella
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