Cronaca / Soldi

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Il Papa in una lettera del 1985 difese prete pedofilo

Ratzinger difese pedofilo. Nuove ombre sul Vaticano


Ratzinger difese pedofilo. Nuove ombre sul Vaticano
09/04/2010, 21:04

CITTA' DEL VATICANO - Dagli USA arrivano nuove accuse a Papa Ratzinger. Il Washington Post ha tirato fuori dal cilindro una vecchia epistola del pontefice tedesco. Era il 1985, quando l'allora cardinale Joseph Ratzinger sconsigliò di ridurre allo stato laicale un sacerdote californiano che aveva molestato minori. È quanto si legge sul Washington Post che, riprendendo una notizia dell'Associated Press, cita una lettera del 1985, firmata da Ratzinger, in cui si esprimevano preoccupazioni sugli effetti che la rimozione di un prete avrebbe avuto "per il bene della chiesa universale". Il prete in questione era Stephen Kiesle, per cui la diocesi di Oakland raccomandò nel 1981 la rimozione dal sacerdozio per molestie sui minori, ma il caso languì per quattro anni in Vaticano prima che nel 1985 Ratzinger rispondesse al vescovo John Cummins. Nella lettera in latino del novembre di quell'anno, Ratzinger scrisse al vescovo di assistere Kiesle "con la maggior cura paterna possibile" e che la decisione di spretare Kiesle doveva tener conto "del bene della chiesa universale" e del "danno che questa dispensa avrebbe provocato all'interno della comunità dei fedeli, particolarmente in considerazione della giovane età del sacerdote (38 anni)".
Insomma, una presa di posizione in difesa del giovane sacerdote, il quale aveva già avuto problemi con la giustizia. Nel 1978, infatti, ovvero sette anni prima della lettera di Ratzinger, Kiesle era già stato condannato a tre anni di libertà vigilata per atti osceni su tre ragazzi nella canonica di una chiesa di San Francisco. Alla fine del periodo di libertà vigilata, il prete aveva chiesto di lasciare il sacerdozio e la diocesi aveva inviato a Roma i documenti necessari. Poi la difesa del futuro Papa, che non servì più di tanto visto che Kiesle venne finalmente spretato nel 1987. Ma a distanza di venticinque anni quella stessa lettera getta nuove ombre sul pontificato tedesco.

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di Salvatore Formisano
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