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Il Papa al Family Day

Ratzinger: "Famiglia è solo matrimonio tra uomo e donna"

Ma apre ai divorziati: "Chiesa vi è vicina"

Ratzinger: 'Famiglia è solo matrimonio tra uomo e donna'
03/06/2012, 17:06

MILANO - La famiglia è “fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna. Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità , ma anche con proprie e complementari caratteristiche” perché ha detto il Papa, “i due fossero dono l’uno per l’altro, si valorizzassero reciprocamente e realizzassero una comunità di amore e di vita”. Non lascia spazio a dubbi il discorso di Papa Benedetto XVI, che davanti a un milione di fedeli sul prato di Bresso e davanti ai vip della politica nazionale (con Bossi, a sopresa) ha voluto lanciare un messaggio chiaro, inserendosi tra le polemiche che hanno animato il dibattito politico degli ultimi giorni. Lo scontro si era concentrato soprattutto su laicità, spese (10 milioni di euro) per il Family Day e unioni civili.
“Il vostro amore è fecondo – ha detto il Santo Padre agli sposi, nella messa conclusiva -  innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro”. E’ “fecondo nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente”. Ma Papa Ratzinger trova nuovamente il legame con la dimensione politica: il matrimonio è fecondo “per la società perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali”.  

"DIVORZIATI, LA CHIESA VI E' VICINA" –
Non solo matrimonio. Ratzinger si è rivolto anche ai separati: “Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".  
Tra i big della politica, in prima fila c’era Mario Monti con i ministri Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale) e Lorenzo Ornaghi (Beni culturali), e Renato Balduzzi (Sanità). Ad ascoltare il Santo Padre c’erano anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, i presidenti di Regione Lombardia e Provincia di Milano, Formigoni e Podestà. E ancora, big della politica nazionale: Rosi Bindi, Umberto Bossi, Maurizio Lupi. E dal mondo del lavoro: il presidente Squinzi per Confindustria  e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.

MONITO ALLA POLITICA - E’ a loro che va il monito del Papa: “Una società più giusta non si edifica con l’utilitarismo e la logica del massimo profitto -  ha spiegato - L’uomo e la donna sono immagine di Dio anche in questa opera preziosa, che devono compiere con lo stesso amore del Creatore. Noi vediamo che, nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale”. 

PAPA IN EMILIA? FORSE –
“Si può pensare ma non è in programma, e non subito”, una visita di papa Benedetto XVI alle zone terremotate dell'Emilia. Lo ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, rispondendo a una domanda dei giornalisti.

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di Gaia Bozza
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