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Riemerso da casseforti di Zurigo e Tel Aviv

Recuperato un manoscritto di Kafka


Recuperato un manoscritto di Kafka
20/07/2010, 18:07

Un manoscritto, alcune lettere, disegni di Franz Kafka sono stati recuperati con l'apertura di casseforti in banche di Zurigo e di Tel Aviv. E' emerso 'un vero tesoro letterario' conservato nelle casseforti dell’Ubs di Zurigo, dove da oltre mezzo secolo sono depositate alcune delle opere dell’autore de Il processo, il grande scrittore ceco morto di tubercolosi nel 1924 in Austria. I documenti e gli oggetti dello scrittore erano custoditi da due anziane sorelle Ruth ed Eva Hoffe, figlie della segretaria dell'amico intimo di Kafka, Max Brod.
L'apertura dei caveau - precisano diversi quotidiani internazionali - è stata richiesta da un tribunale israeliano in una vertenza che oppone lo Stato ebraico alle due sorelle che hanno ereditato l'archivio dell'editore Max Brod.
L'archivio di Brod, contenuto in quattro casseforti, si trovava nei caveau di UBS dal 1956. L'apertura delle casseforti di Zurigo segue quella di altri caveau appartenenti all'amico dello scrittore che si trovavano in due banche di Tel Aviv. Il fine ultimo è conoscere l'esatto contenuto dell'archivio. Non sarà possibile conoscere la lista delle opere custodite nei caveau di Zurigo, perché le sorelle Ruth ed Eva Hoffe hanno chiesto alla giustizia israeliana di imporre il silenzio stampa sull'esito del controllo.
Kafka incaricò il suo amico Max Brod di bruciare la sua opera alla sua morte, ma, venendo meno alla volontà dello scrittore, Brod, emigrato a Tel Aviv nel 1939 per sfuggire al nazismo, pubblicò i testi. Prima di morire designò la sua segretaria, Ilse Esther Hoffe, come suo erede. Quest'ultima, a sua volta, ha lasciato tutti i suoi beni alle figlie. Alla morte della madre, tre anni fa, Ruth ed Eva Hoffe hanno voluto farsi confermare l’eredità dalle autorità israeliane. A Tel Aviv è in corso un processo per stabilire se le eredi possano disporre liberamente di questo patrimonio. La Biblioteca nazionale di Israele a Gerusalemme ha colto l’occasione per tentare, secondo il direttore Shmouel Har-Noï, di “recuperare i manoscritti di Kafka”.

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di Caterina Cannone
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