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L’ultimo appello dell’Agcom alla Rai

Referendum: “Gli spot nelle fasce di maggior ascolto”

In caso di non rispetto sono già pronte le sanzioni

Referendum: “Gli spot nelle fasce di maggior ascolto”
03/06/2011, 15:06

ROMA – Benchè si sia a 9 giorni dall’importante appuntamento con il voto dei referendum, l’informazione e la visibilità che ne viene data in televisione continua ad essere a macchia di leopardo. Nei Tg, infatti, c’è chi affronta la tematica referendum, parlandone e cercando di approfondirla in maniera dettagliata, come c’è però anche chi dimentica di affrontarla. Senza nulla voler dire sulla reale dimenticanza informativa di chi, forse, preferisce non parlare volutamente di referendum, sta di fatto che oggi è arrivato un nuovo e ultimo appello dell’Agcom. Una sorta di ultimatum alle emittenti Rai, il cui non rispetto prevede sanzioni da pagare.
La Rai dovrà assicurare spazi adeguati ai temi dei referendum. In particolare, l’ordine adottato oggi dall’Agcom prevede da domani la diffusione giornaliera dei messaggi autogestiti su tutte le tre reti generaliste assicurandone, a rotazione, la collocazione nella fascia di maggior ascolto; la diffusione di tribune elettorali su tutte le tre reti, assicurando ancora una volta a rotazione, almeno su una rete al giorno, la trasmissione nella fascia di maggior ascolto; garantire una rilevante presenza dei temi oggetto dei referendum nei telegiornali e nelle trasmissioni informative di maggior ascolto di tutte e tre le reti. La commissione Servizi e prodotti dell’Agcom tornerà a riunirsi martedì prossimo per verificare l’ottemperanza a tale ordine: in caso contrario scatteranno le sanzioni che, assicurano, essere già pronte.
Tale decisione, che suona come vera e propria sferzata alle emittenti televisive interessate, è stata presa dopo che l’Agcom ha esaminato la programmazione prevista dalla Concessionaria pubblica per il periodo della campagna referendaria. Secondo l’Autorità, infatti, non è stata “idonea a garantire l’effettivo rispetto del regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza”.

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di Antonio Formisano
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