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Una manifestazione non di partito. Ma di popolo

Referendum: i favorevoli al “sì” il 10 giugno a Roma

Bonelli, Bersani e Di Pietro: uniti contro il nucleare

Referendum: i favorevoli al “sì” il 10 giugno a Roma
03/06/2011, 10:06

ROMA – Una grande manifestazione, non dei partiti, ma di popolo. Una grande mobilitazione che sia in grado di dare voce a tutti gli italiani: sarà questa la conclusione della campagna elettorale pro referendum, in occasione della quale, il 10 giugno a Roma, tutte le forze che voteranno “sì” ai quattro quesiti referendari del 12 e 13 giugno saranno in piazza. L’idea è stata lanciata da Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, che ha inviato una lettera a Pierluigi Bersani, segretario del Pd, e ad Antonio Di Pietro, leader dell’IdV.
Immediato è stato il giro di consultazioni: l’idea, infatti, è subito piaciuta a Di Pietro, che si è impegnato a parlarne con Bersani, che a suo volta era già impegnato con la segreteria del Pd a ideare una efficace manifestazione di chiusura della campagna referendaria: “Chiederò immediatamente a Pierluigi di unire le nostre forze, perchè non vi deve essere alcun dubbio sul fatto che marciamo tutti nella stessa direzione, uniti e compatti, verso il referendum e poi per costruire al più presto l’alternativa di governo”. Per il segretario del Pd il problema principale è il raggiungimento del quorum: “Sappiamo che l’asticella per il referendum è molto alta, si chiede un’affluenza non richiesta neanche per le elezioni politiche o amministrative. Siamo tuttavia fiduciosi. I cittadini hanno l’occasione di poter decidere e spero non se la facciano sfuggire”. Sulla manifestazione comune di tutti i referendari Bersani inoltre chiarisce: “Stiamo ragionando su cosa sia meglio fare. Bisogna sviluppare iniziative per aprirsi il più possibile. Ad esempio il sindaco leghista di Varese ha detto di essere favorevole a due quesiti, allora venga sul palco. Così come Fli”. L’ipotesi, inoltre, non dispiace a Nichi Vendola, Sel.
L’appuntamento, quindi, è il 10 giugno a Roma, dove i quattro favorevoli al “Sì” si raduneranno per un ultimo appello al voto: quattro “Sì” per dire quattro “No”.

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di Antonio Formisano
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