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Stop al silenzio sui quesiti referendari di giugno

Referendum: interviene il Colle. Al via gli spot informativi

È necessaria la divulgazione sulle modalità del voto

Referendum: interviene il Colle. Al via gli spot informativi
07/05/2011, 09:05

ROMA – Una delle anomalie registrate in questa campagna pre referendum è la totale disinformazione da parte delle emittenti televisive proprio sui quesiti referendari, sui quali il 12 e 13 giugno gli italiani saranno chiamati a decidere. Diversi sono stati gli appelli e gli interventi di chi ha chiesto che fosse interrotta la catena del silenzio, a favore di una maggiore informazione che potesse spiegare la vera essenza del voto di giugno. E qualcosa sembra essersi mosso, anche se, bisogna ammetterlo, in ritardo. Anche il Colle interviene e dice la sua sul tema dell’informazione sui referendum di giugno.
Ricevendo il presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il nuovo direttore generale, Lorenza Lei, il presidente della Repubblica ha affrontato la questione della “piena e tempestiva attuazione del regolamento” approvato in Vigilanza Rai e soprattutto “della necessaria informazione sulle modalità di svolgimento della consultazione referendaria”. Un appello, quello di Napolitano, seguito a brevissima distanza dall’annuncio dell’azienda pubblica della messa in onda degli spot informativi sui quesiti in programma nel prossimo mese di giugno. “È un dovere per la Rai applicare il regolamento – fa eco il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò - e sarà per noi un dovere vigilare”. Insomma, al via gli spot informativi sui quesiti referendari.
Plaudono all’intervento del presidente Napolitano Carlo Rognoni del Pd e il leader di Sel, Nichi Vendola. Ma non si placano le polemiche sul regolamento che, approvato con un solo voto contrario in Vigilanza, sulla par condicio dei referendum, prevede il rinvio di due settimane delle tribune nel servizio pubblico. Sul piede di guerra è il leader dell’IdV Antonio Di Pietro: “Qui c’è in gioco un diritto costituzionale, il diritto dei cittadini a essere informati sulle consultazioni di giugno. Chi deve tutelare la Costituzione se non il suo garante principale, il presidente della Repubblica?”. Lo stesso Di Pietro annuncia, inoltre, un ricorso al Tar affinchè l’articolo che prevede il rinvio di due settimane delle tribune sia cancellato.

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di Antonio Formisano
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