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Preti, suore e missionari digiuneranno a san Pietro

Referendum: la Chiesa in piazza per “salvare l’acqua”

“No alla privatizzazione dell’oro blu”

Referendum: la Chiesa in piazza per “salvare l’acqua”
09/05/2011, 18:05

ROMA – “Non possiamo accettare la Legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica”: con un riferimento più che palese ai referendum del 12 e 13 giugno, anche il mondo cattolico scende in piazza. E lo fa per dire “no” al processo di privatizzazione dell’acqua, grande dono per l’umanità. Sacerdoti, suore e missionari si sono dati appuntamento per il prossimo 9 giugno a Roma, in piazza San Pietro, a partire dalle ore 12. L’iniziativa, lanciata dai missionari padre Adriano Sella e padre Alex Zanotelli, è una presa di posizione, del tutto motivata, che fa riferimento al voto di giugno e in particolare ai due quesiti contro la privatizzazione di un bene come l’acqua. Proprio il 9 giugno, a piazza San Pietro, questi uomini della Chiesa si riuniranno per un giorno di digiuno a pane a acqua per “salvare l’acqua”. “Ci stanno rubando l’acqua - affermano i missionari - come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani, l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e non può mai essere trasformata in merce”.
L’appello fa riferimento alle parole sull’acqua come bene comune pronunciate più volte da Papa Benedetto XVI, contenute nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, ed espresse di recente anche dal segretario della Cei, Monsignor Mariano Crociata, durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua” (aprile 2011). In quell’occasione Monsignor Crociata aveva affermato e ricordato come “l’oro blu” debba continuare ad essere visto “come un diritto umano” e non “bene di chi può permetterselo”. Non mancò da parte del segretario generale della Cei il riferimento alla Corte costituzionale e alla ammissione a referendum dei due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato a esprimersi nel prossimo mese di giugno. Ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose si chiede, dunque, di scendere in piazza “come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania) contro il regime che opprime il popolo”. “Venite - recita l’appello - con i vostri simboli sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per gridare a tutto il popolo italiano: “Salviamo l’acqua!””.

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di Antonio Formisano
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