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Reggio Calabria, operazione 'New Brigde'


Reggio Calabria, operazione 'New Brigde'
11/02/2014, 11:18

In data odierna, la Polizia di Stato (Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticriminee e Squadra Mobile di Reggio Calabria), a seguito di complesse indagini,  ha dato esecuzione al decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
L’indagine, che ha disvelato un’organizzazione criminosa dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina, è stata caratterizzata dalla sinergia tra Autorità Giudiziarie e Investigative Italiane e Statunitensi, nella specie del U.S. Department of Justicee e Federal Boureau of Investigation, e si è sviluppata, sin dall’inizio, in un costante scambio informativo e di proficua collaborazione mediante attività rogatoriali tempestivamente poste in esecuzione grazie al prezioso apporto dell’Ufficio del Magistrato di Collegamento presso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma.

In particolare, è stata data esecuzione al provvedimento di fermo di indiziati di delitto, emesso in data 5 febbraio u.s. dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti dei sottoindicati soggetti accusati, a vario titolo, di aver preso parte ad un’organizzazione transazionale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina tra la Calabria e l’America, avente come riferimento la famiglia di ‘ndrangheta degli URSINO di Gioiosa Jonica (RC) e quella mafiosa siciliana dei GAMBINO di New York City, collegata ad un altro gruppo mafioso armato insediatosi nel territorio di Montefalcone di Val Fortore (BN) e zone limitrofe avente lo scopo di commettere una serie di delitti in materia di armi, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, nonché il commercio di sostanze stupefacenti:
1.     BRILLANTE Carlo, nato a Montefalcone di Valfortore (BN) il 7 ottobre 1965;
2.     CARROZZA Nicola, nato a Marina di Gioiosa Ionica il 24 aprile;
3.     CAVOTO Daniele, nato a Benevento il 21 maggio 1986;
4.     GERANIO Domenico, nato a Locri (RC) il 1° luglio 1982;
5.     IENCO Cosimo, nato a Monroe (U.S.A.) il 29 novembre 1991;
6.     IGNELZI Eugenio, nato in Montreal (Canada) il 31 gennaio 1976;
7.     LACATUS Daniel, nato in Romania il 7 novembre 1974;
8.     MARANDO Cosimo, nato a Gioiosa Ionica (RC) il 3 ottobre 1932;  
9.     MEMMOLO Andrea, nato a Benevento l’11 settembre 1986;
10.  MORABITO Giovanni, detto “u’Scassaporti”, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 26 ottobre 1952;
11.  PARRELLI Vincenzo, nato a Locri (RC) il 22 ottobre 1971;
12.  PISCIONERI Carlo, nato a Marina di Gioiosa Ionica (RC) il 9 agosto 1969;
13.  SIMONETTA Nicola Antonio, nato a Gioiosa Ionica (RC) il 6 luglio 1949;
14.  TAMBURELLO Antonino Francesco, detto “Nick”, nato a Partanna (TP) il 7 febbraio 1969;
15.  URSINI Mario, nato a Gioiosa Ionica (RC) il 20 aprile;
16.  URSINO Francesco, nato a Gioiosa Jonica (RC) il 26 dicembre 1982;
17.  VONELLA Francesco, nato a Catanzaro il 23 gennaio 1987;
Le fasi genetiche delle indagini, avviate dal mese di aprile del 2012 congiuntamente da codesto Servizio e da questa Squadra Mobile, si dipanano da un incontro avvenuto a Brooklyn (U.S.A.) tra  LUPOI Franco ed il  suocero SIMONETTA Nicola Antonio,  indicato quale organico di un potente gruppo criminale della Calabria avente come base logistica Marina di Gioiosa Jonica, nel corso del quale si programmava la gestione un vasto traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, attraverso il porto di Gioia Tauro.
Dopo l’incontro di Brooklyn, grazie alle numerose intercettazioni telefoniche avviate sulle utenze riferibili all’entourage familiare di LUPOI Franco e SIMONETTA Nicola Antonio, emergeva il piano criminale del SIMONETTA, atteso che, dopo il suo rientro in Italia, egli aveva immediatamente avviato una serie di “singolari” contatti con alcuni parenti di suo genero, nonché con URSINO Francesco - figlio del noto URSINO Antonio, ‘alias “Toto”, nato a Gioiosa Jonica l’8 novembre 1949, capo ‘ndrangheta attualmente detenuto - al fine di predisporre la rete necessaria per l’approvvigionamento di droga da inviare in America.
Fin dalle fasi iniziali delle indagini è emersa le figura di PARRELLI Vincenzo, cugino di LUPOI Franco, il quale era in contatto col predetto SIMONETTA per accordarsi circa il traffico di stupefacenti.
Il contesto di riferimento ruota principalmente attorno all’area di Gioiosa Jonica e buona parte dei personaggi indicati sono legati direttamente o indirettamente ad una organizzazione di tipo ‘ndranghetistico che fa capo alla cosca URSINO; difatti, l’indagine ha consentito di individuare un legame, a doppio filo, tra famiglie di ‘ndrangheta, con particolare riguardo alla citata famiglia di Gioiosa Jonica e alcuni personaggi italo-americani, insediati a New York City, di chiara estrazione mafiosa.
In questo senso, è stato fondamentale per l’avvio delle indagini il contributo di un Agente Statunitense sotto copertura, il cui pseudonimo era quello di “Jimmy”, che grazie a un suo fiduciario, è riuscito a infiltrarsi nelle cosche newyorkesi ed a intrecciare rapporti con LUPOI Franco. Ciò ha consentito di svelare un’attività diretta ad assicurare un’esportazione di sostanza stupefacente del tipo eroina dalla Calabria a New York.
In questo senso, i personaggi calabresi hanno posto in essere operazioni funzionali al reperimento di eroina da mettere a disposizione dei partners statunitensi, acquistando stupefacente del tipo eroina sia nel versante Jonico-Reggino, dalla nota famiglia di ‘ndrangheta dei MORABITO di Africo (RC) facente capo a MORABITO Giovanni detto “U Scassaporti”, che nel Nord Italia.
E’ stato di fondamentale importanza il sequestro di un chilo e mezzo di eroina, avvenuto a Reggio Calabria il 27 agosto 2012, che URSINO, LUPOI e GERANIO Domenico consegnavano all’agente Jimmy, nella veste di interposta persona o comunque di ausiliario di Ufficiali di P.G. nominati agenti sotto copertura ai sensi dell’art. 9 Legge 146/06 dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga (D.C.S.A.), a seguito dell’avvenuto pagamento di un corrispettivo pari a 30.000.
Una seconda tipologia di attività ha permesso, in maniera inequivocabile, di individuare le modalità fattuali con le quali importare lo stupefacente del tipo cocaina attraverso il calabrese CARROZZA Nicola; questi, infatti, aveva preso parte ai dialoghi dai quali si evince che URSINO avrebbe elargito un prestito di poche migliaia di euro a PISCIONERI Carlo, un imprenditore nel settore ittico, al fine di aderire al loro progetto. In buona sostanza l’intendimento dei sodali era quello per cui sarebbe stata allestita una attività commerciale (lecita) che doveva fungere da schermo per la importazione e ciò mediante una impresa dedita al commercio di prodotti ittici.
Va evidenziato che la creazione di un canale per l’importazione in Italia di cocaina vedeva sempre come protagonisti, sul fronte americano, LUPOI Franco e, sul fronte italiano, tra gli altri URSINO e GERANIO. In quel contesto, LUPOI, nei periodi in cui si trovava negli Stati Uniti, si serviva di tale PARRELLI Rocco per fungere da “ambasciatore” dei messaggi afferenti il programmato traffico.
Secondo il programma criminoso, le famiglie calabresi avrebbero acquistato circa 1 milione di euro di cocaina. La droga sarebbe dovuta partire da un mercantile della Guyana per arrivare a Gioia Tauro, stivandola in partite di pesce surgelato.
Un importante riscontro circa il reale oggetto delle trattative è stato offerto da un’operazione di polizia (avvenuta tra il 12 e il 19 novembre 2012), posta in essere in Malesia che ha inciso sull’iter dell’organizzazione della fornitura di droga ostacolando i “programmi” dell'organizzazione italiana e di quella americana in quanto sono stati  sequestrati di circa 76 kg lordi di cocaina in Malesia nei confronti di esponenti dell'organizzazione fornitrice di cocaina della Guyana.
A seguito dell’arenarsi delle attività dirette all'importazione di cocaina attraverso il canale della Guyana, le indagini permettevano di individuare ulteriori proiezioni del traffico internazionale di stupefacenti.
E invero gli esponenti della famiglia di New York, in particolare LUPOI e VALENTE Raffaele, facevano giungere in Italia, nel mese di aprile del 2013, un loro conoscente di nome TAMBURELLO Francesco Antonio, detto Nik, che, in quel periodo, era stato espulso dagli Stati Uniti d’America. Il coacervo indiziario permetterà di dimostrare come LUPOI e VALENTE abbiano “affidato” il TAMBURELLO  ad un’organizzazione criminosa di stanza nel territorio beneventano finalizzata non solo a commettere reati in materia di stupefacenti. In questo contesto, poi, è emerso un collegamento tra il gruppo criminoso di Gioiosa Jonica (RC) e quello beneventano che è stato rafforzato al punto che i singoli associati sono stati sottoposti a un vincolo più profondo, contrassegnato da affiliazioni e riti tipici di quelli di stampo mafioso.

L’indagine ha permesso di dimostrare chiaramente il ruolo di TAMBURELLO di fungere da collante con i più svariati gruppi criminosi e di sfruttare le proprie pregresse frequentazioni in altrettanto criminosi ambienti americani dove aveva potuto condividere gli stessi interessi. E d’altronde non è un caso se il predetto riusciva a interloquire con personaggi in contatto con narcotrafficanti sudamericani. In questo contesto deve essere messo in risalto il viaggio del TAMBURELLO alle Bahamas (settembre 2013), utilizzando la copertura economica che avrebbero assicurato LACATUS Daniel e un tale “Angelo” (poi identificato in HALILI Bledar) per acquistare il biglietto aereo,  al fine di poter stringere accordi con fornitori di stupefacenti.
A seguito del viaggio alle Bahamas, TAMBURELLO manteneva i contatti sia con i beneventani che con i calabresi ed, a partire dal 21 settembre 2013, egli tramite LUPOI, cominciava a intrattenere rapporti anche con PARRELLI Vincenzo, fino a recarsi in Calabria, a Gioiosa Jonica, insieme ad IGNELZI Eugenio,  il successivo 26 settembre, per mettere in atto i propri progetti criminosi.
Le attività di indagine hanno fatto emergere altresì i connotati mafiosi dell’associazione facente capo a BRILLANTE Carlo. In alcuni dialoghi intercettati, uno degli appartenenti al gruppo “beneventano”, VONELLA Francesco faceva riferimento a un giuramento di sangue esistenti all’interno del gruppo ed indicava i personaggi di spicco del clan in BRILLANTE Carlo, VALENTE Raffaele e AMABILE Michele. Il VONELLA, poi, addirittura parlava di simboli per il riconoscimento degli adepti al gruppo, quali un anello, un “collanone” e un bracciale.
Occorre sottolineare che nel provvedimento di Fermo sono confluiti gli esiti della Commissione Rogatoria richiesta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria al U.S. Department of Justice di New York City, volta a potere disporre del materiale acquisito dall’agente sotto copertura Jimmy.
In parallelo, negli Stati Uniti, sono stati eseguiti provvedimenti di cattura per il reato di riciclaggio nei confronti di 7 persone residenti in New York e precisamente:
Charles Centaro (riciclatore legato alla famiglia Gambino
Franco Lupoi (trafficante di stupefacenti legato alla famiglia Gambino e in collegamento diretto con la famiglia Ursino)
Charles Fasarakis (funzionario della Alma Bank di New York)
Dominique Ali (riciclatore collegato a Lupoi e alla famiglia Gambino)
Alexander Chan (mediatore per gli acquisti di cocaina per conto di Lupoi e del cartello sudamericano)
Valente Raffaele (sodale di Lupoi legato ai Gambino, responsabile della costituzione del sodalizio mafioso in provincia di Benevento)
Freddy (fornitore delle partite di eroina e mediatore per gli acquisti di cocaina con il cartello sudamericano)
Verranno eseguiti i provvedimenti di cattura di alcuni personaggi della organizzazione di New York City, emessi della Magistratura Americana.

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di Redazione
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