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L'episodio durante la visita del Presidente Napolitano

Reggio Calabria: tre arresti per l'auto piena di armi


Reggio Calabria: tre arresti per l'auto piena di armi
21/09/2010, 11:09

REGGIO CALABRIA - Un fermo e due provvedimenti di custodia cautelare: queste le richieste della Procura di Reggio Calabria in merito all'auto piena di armi ed esplosivi che fu trovata nella città calabrese lo scorso 21 gennaio, durante la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Già all'epoca, qualcosa che non andava ci fu: la macchina fu denunciata come scomparsa da un meccanico, Francesco Nucera, ma la sua testimonianza non convinse i Pm, che infatti lo denunciarono per favoreggiamento (alla fine Nucera fu condannato a 2 anni di reclusione per favoreggiamento). Il meccanico, per avvalorare la propria posizione, portò la testimonianza di Demetrio Domenico Panico. Proprio partendo da questo testimone, ugualmente non creduto, le indagini hanno portato a scoprire cosa c'era dietro. Panico infatti è un imprenditore, ma è soprattutto un prestanome del clan Ficara. Proseguendo le indagini, si è scoperto che anche lui aveva collaborato a preparare l'auto, insieme a Giovanni Ficara. Dopo di che un'altra persona, Giovanni Zumbo, fece la "soffiata" sull'auto ai Carabninieri, per accreditarsi  come informatore e cominciare un sottile doppio gioco: dare informazioni di poco conto per ricevere invece informazioni sulle principali indagini.
Ma il loro piano è stato scoperto, è così questa mattina i Carabinieri hanno arrestato Pratico, mentre il Pm ha chiesto due ordini di custodia cautelare per Zumbo e Ficara, che sono già in carcere per altri reati. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso e porto e detenzione abusiva di armi ed esplosivi.

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di Antonio Rispoli
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