Cronaca / Soldi

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Stipulati 70 contratti fraudolenti

Reggio Emilia: truffe per Sky Hd, scattano altri tre arresti


Reggio Emilia: truffe per Sky Hd, scattano altri tre arresti
24/08/2010, 18:08

REGGIO EMILIA - Una truffa in salsa mista romagnola e cubana ai danni di Sky e di diversi, ignari cittadini ai quali, attraverso l'utilizzo dei numeri di carta di credito ce carte d'identità false, venivano fatti sottoscrivere abbonamenti "Sky Hd".
L'operazione, denominata non a caso "Full Hd", è partita lo scorso mese di gennaio grazie allo spirito d'osservazione di alcuni carabinieri che, all'interno di un centro commerciale del capoluogo, notarono cinque persone (tra cui tre pregiudicati) che dettavano ad un promoter Sky alcuni numeri di carte di credito scritti su dei fogliettini di carta. L'operazione ha destato il sospetto dei militari che hanno così aperto un fascicolo.
Di li a breve gli inquirenti hanno scoprirono che, all'interno di una tabaccheria cittadina, venivano falsificate delle carte d'identità. Le stesse, insieme ai numeri di carte di credito recuperati, erano servite a stipulare circa settanta contratti ad insaputa degli stessi titolari (tra i quali figuarano anche diversi personaggi dello sport e della politica). I carabinieri hanno così scoperto che, in qualità di materiali autori dei contratti fraudolenti, figuravano ben 40 persone; tutte collegate tra loro e rintracciate anche attraverso l'utilizzo sapiente di facebook.
E così, con le accuse di  concorso in truffa continuata e utilizzo fraudolento di carta di credito, come si legge testualmente anche sull'Agi, è stata emessa una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Raduel Guerra Zamora, cubano di 38 anni gia' arrestato lo scorso luglio e ritenuto ai vertici dell'organizzazione dedita alla truffa. Insieme a lui è finito in manette anche Alessio Ferri, ventenne originario proprio di Reggio Emilia. Arresti domiciliari, in ultimo, per la reggiana Paola Peverello, di 45 anni. Nel mese di luglio, oltre a Zamora, altre quattro persone, tutte residenti nel reggiano e nel riminese,  erano state condotte in carcere con le stesse accuse.

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di Germano Milite
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