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Operazione della Dda, arrestate 56 persone

Reggio: il traffico dei clandestini è gestito dalla 'ndrangheta


Reggio: il traffico dei clandestini è gestito dalla 'ndrangheta
03/02/2010, 22:02

REGGIO CALABRIA - Qualcuno potrà giustamente osservare che non serviva un'indagine approfondita per scoprirlo ma, le autorità, hanno confermato che la 'ndrangheta gestisce e soprattutto sfrutta il traffico degli immigrati in Calabria ed in diverse altre regione d'Italia. 
Un'operazione della polizia coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, infatti, ha portato all’arresto di 56 persone accusate di avere organizzato l’arrivo nel nostro paese e lo "smistamento" in varie regioni di centinaia di immigrati indiani e pachistani.
Gli inquirenti hanno scoperto che, le cosce 'ndranghetiste dei Cordì e degli Iamonte, costringevano gli immigrati irregolari a versare "contributi" che partivano da un minimo di 10.000 ad un massimo di 18.000 euro per ottenere un visto d'ingresso.
Le indagini, avviate nel 2007, hanno testinomiato degli introiti totali per l'attività criminale pari ad oltre 6 milioni di euro. L'inchiesta è partita dalla denuncia di un imprenditore agricolo di Reggio; costretto dagli appartenenti alla cosca Iamonte a cedere diverse sue aziende e, in aggiunta, a compilare documenti di assunzione per regolarizzare la presenza degli extracomunitari. Tutto il giro d'affari, fanno notare gli inquirenti, è stato reso possibile dalla collaborazione (molto ben retribuita) di diversi professionisti.
In manette sono infatti finiti imprenditori, commercialisti e tre dipendenti dell’Ufficio provinciale del lavoro di Reggio Calabria.
A dimostrare l'incredibile abilità della 'ndrangheta nello sfruttare al meglio ogni tipo di traffico anche molto al di la dei confini calabresi è il  fatto che, dei 67 ordini di custodia cautelare totali firmati dal gip, la metà sono rivolti a cittadini indiani. In pratica queste persone provvedevano a reclutare i migranti maggiormente forniti di denaro direttamente in India per poi vendere loro un viaggio della speranza verso l'Italia. Giunti nel nostro paese, i clandestini venivano "regolarizzati" attraverso l'aiuto di imprenditori complici che utilizzavano contratti di assunzione farlocchi al fine di permettere ai finti assunti di ottenere il prezioso visto d'ingresso per il bel paese.
Il questore di Reggio Carmelo Casabona, intervistato per "La Stampa", commenta così il positivo esito delle indagini: "
L’operazione s’inserisce in quel quadro di risposte che lo Stato riesce a dare al momento opportuno. Mi riferisco al fatto che risale solo a pochi giorni fa la vicenda di Rosarno".
Soddisfatto ed orgoglioso del lavoro svolto dalle forze dell'ordine anche il ministro degli Interni Roberto Maroni:"per la prima volta si dimostra che c’è il diretto coinvolgimento delle famiglie della ’ndrangheta nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina - ha infatti dichiarato il leghista - ed è un segnale allarmante che indica quanto renda il business dell’immigrazione clandestina. Per questi motivi il contrasto all’ immigrazione clandestina non serve solo a ridurre reati, come ha detto anche il presidente Berlusconi, ma a contrastare la criminalità organizzata".
Decisamente più critico è però il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. Per il governatore calabrese, l'operazione pone in risalto "i gravi limiti legati alla legge sull’immigrazione Bossi-Fini"
"Invece di fare proclami sui risultati conseguiti nel contrasto all’immigrazione clandestina -
ha esortato infatti Loiero - il Governo farebbe bene a intervenire seriamente per cambiare una legge che non risolve affatto il problema, ma che anzi è facilmente aggirabile dalla criminalità organizzata".

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di Germano Milite
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