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Report indaga sui suoi affari, Benigni querela la Rai


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Report indaga sui suoi affari, Benigni querela la Rai
19/04/2017, 14:47

Roberto Benigni ci ha provato, ma la trasmissione è regolarmente andata in onda. Il regista premio Oscar ha tentato di disinnescare l'inchiesta di Report dedicata a lui e alla moglie, Nicoletta Braschi, e ai fondi stanziati dallo Stato a favore del cinema.
Lunedì sera, 17 aprile, il programma di Raitre, Report, racconta la vicenda degli studi di Papigno, in Umbria dove Benigni ha girato "La Vita è Bella" e "Pinocchio", e dove aveva l'ambizioso progetto di lanciare gli Umbria Studios, un polo cinematografico in grado di fare concorrenza anche a Cinecittà. La scelta imprenditoriale, purtroppo, non è stata fortunata, nonostante investimenti pubblici, tra fondi europei, statali e locali che la trasmissione Report ha stimato in 16 milioni di euro, cifra contestata subito dal legale della coppia, Michele Gentiloni Silveri, cugino del premier.
Report fa anche sapere che con un passivo di ben 5 milioni di euro, Cinecittà Studios, società di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle, rileva gli Umbria Studios e si fa carico dei debiti di Benigni e di sua moglie Nicoletta.
Il giorno dopo la messa in onda è bufera: i soci di Melampo Cinematografica sporgono querela "presso la Procura della Repubblica di Roma nei confronti di Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, rispettivamente autore e giornalista di Report, e di chiunque altro - si legge nella nota dell'avvocato Gentiloni Silveri - abbia con loro concorso o cooperato a diffondere notizie false e gravamente diffamatorie diffuse nel corso della puntata".
Eppure nel giugno del 2011, quando a minacciare la libera informazione Rai era il governo di centrodestra, Roberto Benigni era tra i firmatari della petizione dell'articolo 21: difendeva la trasmissione Report della Gabanelli, uno dei simboli del servizio pubblico. Il comico allora non fece mancare il suo appoggio alla nobile causa. Ma guai a toccare i propri affari! Via l'ironia e un'immediata querela!
Il finto difensore della Cotituzione, questa volta, non ha resistito e ha messo giù la maschera!

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di Fabiana Zollo
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