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Le testimonianze degli ischitani

Reportage tra gli sfollati della frana di Casamicciola in via Mortito dove i cittadini si dicono abbandonati da sempre



Reportage tra gli sfollati della frana di Casamicciola in via Mortito dove i cittadini si dicono abbandonati da sempre
14/11/2009, 10:11

Martedì mattina 10 novembre 2009 a Casamicciola Terme, oltre a franare la collina alle spalle di piazza Bagni - frana che ha prodotto un fiume incontenibile di fango, acqua piovana e detriti che si è riversato per le strade del paese sino a raggiungere il porto provocando la morte della quindicenne Anna De Felice -, si è registrato un’altro e impressionante cedimento della montagna in via Mortito, nel Quartiere popoloso e popolare di Perrone. Di questa frana di cui stiamo vedendo immagini esclusive che un abitante della zona, Toni Massaro, ha girato col telefonino e consegnato alla nostra Redazione di PCIML-TV, se ne è parlato poco o nulla solo perché non ci è scappato il morto. A ridosso della collina franata, ci sono delle palazzine IACP, case economiche e popolari costruite dallo Stato nei decenni passati, alcune delle quali sono state fatte evacuare. Stamattina ci è giunta notizia che una sfollata si era introdotta in casa e voleva rimanerci a tutti i costi ma poi, dopo l’intervento delle Forze dell’Ordine, ha desistito nel suo intento. Con le nostre telecamere ci siamo recati sul posto per verificare da vicino la situazione. Nel mentre eravamo intenti a filmare la feritoia apertasi a seguito della frana nella collina, alcuni cittadini ci hanno avvicinato e conoscendo il nostro impegno politico e sociale, ci hanno chiesto la cortesia di sollevare alcune problematiche che da anni li attanagliano. Ci hanno detto che nei pressi delle loro abitazioni, c’è un enorme pino pericolante che sta creando crepe per terra e sui muri e della cui presenza sono terrorizzati. Purtroppo, però, nonostante i solleciti, non sono ancora riusciti ancora a farlo rimuovere. Ci hanno voluto portare sul posto, e nel mentre ci accompagnavano nelle palazzine IACP, continuavano con foga e rabbia a raccontarci questa incredibile situazione che dimostra, ancora una volta, che in Italia si interviene a difesa della collettività solo quando ci scappa il morto.
A questo punto quello che ci chiediamo stupiti è questo: ma come è possibile che nella pineta Bosco della Maddalena si tenti in fretta e furia di abbattere decine e decine di pini rigogliosi e verdeggianti per costruire ex novo la nuova Caserma Forestale dello Stato in una zona ad alto rischio idrogeologico e qui da anni non si autorizza la rimozione di un enorme pino inclinato che effettivamente sembrerebbe molto pericoloso?

Inoltre i cittadini di una delle palazzine statali, ci hanno raccontato che da anni le case economiche e popolari sono letteralmente abbandonate dall’Istituto IACP, che si verificano infiltrazioni d’acqua nelle loro abitazioni e che nonostante i solleciti verso chi di dovere, nessuno interviene. Ma non è tutto. Ci hanno mostrato lo stato di fatiscenza in cui versano i calpestii dei balconi da cui si sono staccati i calcinacci e fuoriusciti i tondini di ferro arrugginiti: che vergogna! Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista guidato dal Segretario generale Domenico Savio, chiede con forza, alle Istituzioni competenti, la rimozione del pino inclinato e all’Istituto Autonomo Case Popolari gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione necessari all’interno delle palazzine IACP.
 

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di Gennaro Savio
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