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Attacco di panico nel momento di rientro in cella

Respinti i domiciliari per Lele Mora: “Potrebbe fuggire”

Una volta fuori l’uomo potrebbe darsi alla fuga

Respinti i domiciliari per Lele Mora: “Potrebbe fuggire”
09/09/2011, 16:09

MILANO - Lele Mora resta nel carcere di Opera. Sono ormai più di due mesi che l’istituto penitenziario milanese è diventato la nuova casa del famoso agente dei vip e oggi i giudici del Tribunale del Riesame hanno deciso di farlo rimanere ancora lì. In che modo? Bocciando la richiesta di concessione degli arresti domiciliari, che i legali dello stesso Mora avevano presentato per il loro assistito, finito in carcere dopo il fallimento delle sue società, con l’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata. Passo falso, dunque. Lele Mora per il momento non tornerà nella sua abitazione di sempre.
Quello che potrebbe accadere qualora al famoso agente dei vip fossero concessi i domiciliari è un “concreto” pericolo di fuga dello stesso Mora, a maggior ragione dal momento che l’uomo è residente in Svizzera. Proprio per scongiurare tale ipotesi, infatti, i giudici del Riesame hanno deciso di mantenere “immutate” le esigenze cautelari. “C’è pericolo di fuga - si legge nel documento dei giudici – perché l’indagato è residente in Svizzera e ha in Svizzera una fitta rete di relazioni”, ma anche “un conto corrente aperto presso ‘Bsi’, dove l’indagato ha depositato le somme di denaro ricevute da Silvio Berlusconi”. Insomma, puntualizzano i giudici del Riesame nel loro verdetto, “indipendentemente dal ruolo di Silvio Berlusconi, all’indagato non mancano i mezzi, le capacità e le possibilità di darsi alla fuga anche in relazione ai gravi fatti per cui è indagato”.
Lele Mora deve dunque rimanere in carcere, anche perché, a quanto pare, sono in corso nuovi accertamenti bancari in Svizzera, e Mora potrebbe inquinare queste prove. Decisione ferrea, quella dei giudici, sulla quale non ha avuto effetto neppure l’attacco di panico avuto da Mora al momento di essere rinchiuso nuovamente nel carcere di Opera. Questo “malore”, infatti, non è bastato a giustificare la concessione dei domiciliari. Nonostante le condizioni di salute dell’indagato, si legge a chiare lettere nel provvedimento, non c’è per Mora “alcuna incompatibilità con il regime carcerario”.

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di Antonio Formisano
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