Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

L'avv. Membri contesta il nostro articolo

Rettifica articolo su Roberto Cusin e la vincita "sospetta" della Gemeaz


Rettifica articolo su Roberto Cusin e la vincita 'sospetta' della Gemeaz
19/01/2010, 17:01

In data 4 gennaio 2010 abbiamo riportarto, in questo articolo, una vicenda ripresa da diverse fonti giornalistiche e, in primis, dal quotidiano "La Repubblica". In pratica si reputava molto sospetta la vincita dell'appalto riguardo la nuova gestione della mensa del Senato della Repubblica.
La ditta Gemeaz che si è aggiudicata il milionario contratto di gestione del ristorante dei senatori, infatti, risultava essere posseduta dal Roberto Cusin, consigliere d'amministrazione dell'associazione San Raffaele di Don Luigi Verzè ( che, come noto, è amico fidato del Premier Silvio Berlusconi).
Da questo intreccio di amicizie e conoscenze, è partito il solleticamento malizioso che voleva la ditta di Cusin vincitrice del bando solo grazie ad amicizie nelle alte sfere.
L'avv. Tiziano Membri, in rappresentanza del suo assistito Roberto Cusin, ci ha però inviato una diffida con allegata richiesta di rettifica che riportiamo testualmente

"Roberto Cusin, come riscontrabile da tutti i documenti pubblici disponibili, non è più azionista di Gemeaz Cusin S.p.A. dall'ottobre del 2007 e non ricopre più alcuna carica addirittura da marzo dello stesso 2007. La proprietà di Gemeaz Cusin S.p.A. è del gruppo Barclays ormai da oltre due anni. Dunque nessuna manovra sospetta e nessun favore al Presidente Berlusconi"

Abbiamo operato le opportune verifiche del caso e ci siamo preoccupati di inviare una mail con richiesta di ulteriori dettagli al collega Carmelo Lopapa, autore dell'articolo al quale si è ispirato il nostro pezzo. Non avendo però ricevuto alcuna risposta dl Lopapa ed avendo riscontrato la veridicità di quanto sostenuto dall'avv. Membri, abbiamo dunque ritenuto doveroso (oltre che deontologciamente corretto) pubblicare la seguente notifica; assicurandoci di dare alla stessa la medesima visibilità del nostro precedente articolo e cogliendo l'occasione per porgere al sig. Roberto Cusin le nostre sincere scuse.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©