Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

La giovane venne rapita nel 1983 dalla Banda della Magliana

Riapre il caso Orlandi. La Minardi rivela altri particolari


Riapre il caso Orlandi. La Minardi rivela altri particolari
20/01/2010, 19:01

ROMA - Si riapre il caso di Emanuela Orlandi la figlia di un dipendente del Vaticano che venne rapita nel 1983 a Roma.
La procura della capitale torna a indagare sull'abitazione a Monteverde, vicino a piazza San Giovanni Di Dio, dove sarebbe stata tenuta nascosta per un certo periodo la cittadina vaticana. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ha interrogato questa mattina Vittorio Sciattella, nella veste di proprietario di un appartamento che fu indicato dalla supertestimone Sabrina Minardi come la prigione della cittadina vaticana scomparsa a 15 anni il 22 giugno del 1983. La Minardi, in particolare, ha raccontato che della Orlandi si occupo' la signora Teresina, governante al servizio di Daniela Mobili, moglie di Sciattella, precisando che la stessa Mobili era ritenuta vicina a Danilo Abbruciati, esponente di spicco della Banda della Magliana. Oltre a Sciattella, il magistrato ha raccolto questa mattina le dichiarazioni di Assunta Costantini, amica intima della Mobili. Quest'ultima potrebbe essere convocata a piazzale Clodio nei prossimi giorni. Ma, all'indomani delle rivelazioni della Minardi (circa un anno e mezzo fa), Daniela Mobili decise di presentarsi in procura spontaneamente per ribadire di non avere nulla a che fare con il sequestro di Emanuela Orlandi. "Non conosco questa Minardi - disse ai pm -, e tra l'altro tra l'82 e l'84 ero in carcere e anche mio marito Vittorio, nello stesso periodo, era detenuto". La Mobili aggiunse anche di non aver mai avuto una governante fissa, ma solo una donna delle pulizie pagata a ore.

Commenta Stampa
di Mario Aurilia
Riproduzione riservata ©